La morte di Napoleone?Non fu per colpa dell'arsenico

La rivelazione del fisico Ettore Fiorini: non ci fu avvelenamento, morì per un tumore

di Stefano Fait

TRENTO. Napoleone non venne avvelenato dall'arsenico, ma morì per un tumore allo stomaco: l'arsenico che gli fu trovato nel corpo era sì in quantità elevata, ma la stessa quantità fu ritrovata anche nel corpo della moglie e del figlio. Il motivo? Veniva usato per la conservazione del cibo. A sostenerlo è il fisico Ettore Fiorini, professore a Milano Bicocca e responsabile nazionale dell'esperimento "Cuore" dell'Istituto di fisica nucleare, che ieri era a Trento per presentare i risultati dello studio realizzato dall'Istituto nazionale di fisica nucleare. Lo studio ribalta dunque l'ipotesi avanzata per la prima volta nel 2001 da Pascal Kintz, un esperto di medicina legale di Strasburgo, che aveva rilevato una concentrazione di arsenico in una ciocca di Napoleone da sette a trentotto volte superiore alla norma.

La ricerca è stata realizzata grazie all'impiego di un piccolo reattore nucleare a Pavia, e ha dimostrato che la quantità di arsenico nei capelli di Napoleone è rimasta stabile nel corso del tempo e che i livelli erano paragonabili a quelli riscontrati nei capelli della moglie e del figlio. Insomma in quell'epoca le persone non erano consapevoli del rischio che correvano e forse avevano sviluppato una maggiore tolleranza a questo agente tossico.

Dunque, professore, dove avete trovato i capelli?
I capelli erano tutti certificati, campioni garantiti provenienti dal Museo Napoleonico di Roma, dal museo Glauco-Lombardi di Parma e dalla Malmaison di Parigi, il museo napoleonico più importante del mondo. Abbiamo potuto analizzare capelli presi in varie fasi della sua vita.

Cos'è questa "attivazione neutronica", un nome che fa venire in mente i robottoni delle animazioni giapponesi?
E' una tecnica impiegata in molti campi per rilevare elementi in traccia (es. il piombo emesso dagli scarichi delle automobili). Si bombardano di neutroni i capelli e si misura la radioattività generata, che varia a seconda degli elementi sottoposti al flusso neutronico. Così si possono identificare meglio le tracce della sostanza in esame, in questo caso l'arsenico, che non sarebbero facilmente rilevabili con altri mezzi. I miei parenti erano molto sorpresi: invece di studiare la massa dei neutrini ti sei messo a fare qualcosa di utile.

Che cosa avete scoperto?
Che il livello di arsenico presente nei capelli dell'epoca napoleonica era di dieci parti per milione, cioè superiore di cento volte al valore medio misurabile nei capelli odierni. Evidentemente non è stato l'arsenico ad ucciderlo ma, come aveva già dimostrato il grande anatomista italiano che lo aveva in cura, Francesco Antonmarchi, un tumore allo stomaco.

Da dove veniva però questo arsenico?
L'arsenico era diffusamente utilizzato dalle classi privilegiate per la conservazione degli alimenti ed anche nei medicinali e nelle vernici per le pareti, inclusa la carta da parati. C'è da chiedersi cosa troveranno nei nostri capelli gli scienziati del futuro!

Potete quindi escludere in modo definito l'ipotesi dell'arsenico, ma altri veleni tipo il cianuro?
La procedura impiegata offre risultati cento volte più precisi rispetto alle altre, ma noi abbiamo preso in esame solo l'arsenico.

E quanto è costato il procedimento?
Quasi nulla e ne abbiamo anche approfittato per eseguire una rilevazione di più stretta pertinenza al nostro campo di studi.

Qualche altro studio importante in programma?
Forse un giorno ci faranno analizzare i capelli di Ivan il Terribile, ma francamente preferirei concentrarmi sulla fisica dei neutrini.