La maggioranza sempre più in affanno 

Pattini: «Libertà sull’appoggio alla giunta, troppo a sinistra». Stanchina: «Ora il sindaco deve ascoltare noi». E scoppia il caso Calza


di Sandra Mattei


TRENTO. Quanto successo in consiglio comunale l’altra sera per l’elezione del presidente, dopo l’elezione di Lucia Coppola in consiglio provinciale, con il candidato Salvatore Panetta passato per soli due voti, ha messo in evidenza tutte le difficoltà della maggioranza di Andreatta. Se in aula ci fossero stati i due consiglieri dell’opposizione, Andrea Merler e Antonio Coradello (Civica) il candidato proposto dalle opposizioni avrebbe ottenuto gli stessi voti. E, per inciso, il candidato era una consigliera del Pd, Roberta Calza, proposta dalle minoranze per creare il caos (18 i voti per Panetta contro i 16 di Calza).

Ma le opposizioni fanno il loro gioco, anche se stupisce che una consigliera della maggioranza non abbia ritenuto di declinare la candidatura delle opposizioni, così come aveva fatto Roberta Zalla dopo la proposta di Bruna Giuliani (Lega). Il fatto è che la stessa maggioranza ha dato un segnale di sfiducia all’operazione del sindaco, accusato dalla sua coalizione prima di tutto di avere fatto un rimpasto senza confrontarsi. Il Patt non ha mai nascosto la delusione della rottura dell’alleanza per la ricandidatura di Rossi ed il consigliere Alberto Pattini si è dimesso da capogruppo. «Non condivido - afferma - che il rimpasto abbia dato alla sinistra il 65 per cento degli assessori, ed in più anche la vicepresidenza al Pd ( è Mariachiara Franzoia). Non è mai successo che un sindaco e un vicesindaco fossero dello stesso partito». Per quanto riguarda la votazione sulla presidenza del consiglio, Pattini commenta: «Non ha senso cercare un capro espiatorio e fare un’analisi di chi non si è allineato. L’analisi da fare è politica e visto che il sindaco non si è confrontato con i suoi alleati, non può pretendere che quest’ultimi siano corretti. Per quanto mi riguarda, la coalizione non ha un futuro, ma non voglio mettere in difficoltà gli assessori del mio gruppo, per questo voterò le loro delibere e mi riterrò libero di scegliere di volta le decisioni che riterrò valide».

Roberto Stanchina, assessore del Patt, non è da meno: «Essere leader di una maggioranza, vuol dire condividere le scelte con la sua maggioranza, cosa che il sindaco non ha fatto. È mancato il rispetto politico, ma anche delle persone, ma noi dobbiamo rispettare il mandato che ci hanno dato i cittadini nel 2015 e cercheremo di stare insieme. Abbiamo l’onore e l’onere di governare, ma la guardia rimane alta. Per questo ribadisco la necessità di individuare quattro temi e su questi arrivare all’obiettivo preposto: si tratta della variazione del Prg, della sicurezza, delle aree dismesse e dei grandi eventi». Punti che saranno affrontati nella prossima riunione di maggioranza, richiesta a gran voce dal capogruppo Paolo Serra (Pd). Aggiunge Stanchina: «La riunione di maggioranza è sacrosanta, ma non è che debba convocarla solo il sindaco. L’ultima è stata fatta a Malga Brigolina, tempo fa, ma ora sarà il sindaco a doverci ascoltare, bisogna cambiare metodo e il sindaco deve lasciare lavorare gli assessori, non mettere il cappello su tanti questioni».

Anche il Pd come detto non ha risparmiato critiche al sindaco, ed il capogruppo Paolo Serra ha sottolineato che con dieci consiglieri non abbia la giusta proporzione in giunta, visto che al posto di Andrea Robol (dimissionario per esserci candidato alle provinciali) è stato sostituito da Corrado Bungaro, ora ufficialmente di Futura, come ha decretato l’assemblea. Dopo la votazione risicata per Panetta presidente, nel gruppo del Pd c’è stata maretta per la posizione della consigliera Calza che non si è dichiarata indisponibile alla candidatura proposta dall’opposizione. È probabile che la stessa consigliera non concordasse con l’indicazione del sindaco di votare Panetta.

Ma Serra minimizza: «Quello che c’è stato è passato, ora in giunta ogni forza ha due assessori, ed il Cantiere ha l’assessora Maule e il presidente. L’importante ora è andare avanti e capire quali sono le priorità».













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