L’ostello apre nuove frontiere turistiche

Grumes, oggi alle 18 l’inaugurazione della struttura con 42 posti letto e wireless, rivolta ai giovani ma anche alle famiglie


di Gilberto Bonani


GRUMES. Sarà inaugurato oggi alle 18, L’Ost, il nuovo ostello di Grumes. È un ulteriore importante tassello del complesso progetto di recupero che l’amministrazione ha messo in cantiere a partire dal 2000.

L'edificio è stato ricavato dalla ristrutturazione della ex-caserma dei Carabinieri che accoglie anche la locale Famiglia cooperativa. Alla cerimonia, sarà presente con le autorità di valle, l’assessore Tiziano Mellarini, che della rivitalizzazione turistica di Grumes e dell’Alta Valle di Cembra è stato convinto sostenitore.

L’Ost è l’unico ostello sull’asse dell’Avisio, in posizione centrale rispetto alla Rete delle Riserve dell’Alta Val di Cembra. L'edificio dispone di 42 posti letto, distribuiti in dieci stanze, tutte dotate di bagno privato. A queste si aggiungono la reception, una cucina, numerosi spazi comuni e servizi: sala da pranzo, sala lettura, sala tv, lavanderia, deposito bici e bagagli, parcheggio e giardino. In tutto l’edificio, accessibile a persone con disabilità, è presente anche una connessione internet wireless. L’ostello si rivolge principalmente a un turismo giovanile attento alle tematiche ambientali, ma è adatto anche a coppie e famiglie. Oltre alle camere da cinque e otto posti letto, offre infatti stanze di piccole dimensioni e molto accoglienti.

L’ostello recupera a distanza di 80 anni l’attività alberghiera presente in paese fino agli anni '30 del secolo scorso con due alberghi (Albergo Alpino Dallenogare e Albergo Pojer) poi chiusi per le mutate condizioni della viabilità.

Ora le nuove circostanze economiche culturali e sociali, le diverse motivazioni e opportunità del turismo soft proposto dall’Alta Valle di Cembra, rendono la struttura strategica. Qui possono sostare gli escursionisti che vorranno percorrere la complessa rete di sentieri che esplorano un territorio ricco sia dal punto di vista naturalistico che storico. Nella zona di Grumes si snodano i sentieri dei vecchi mestieri, quello botanico, il sentiero Europeo E5 fino alla direttrice storica che univa la Bassa Atesina al Pinetano e Valsugana attraverso il passo Pozmauer e il ponte de La Rio, a metà strada tra Lavis e Cavalese.

Da anni il piccolo Comune di Grumes sta sperimentando con successo un modello di sviluppo legato alle risorse del territorio che sta facendo scuola. Docenti universitari e ricercatori sono venuti in zona per indagare come una serie di interventi mirati e di basso impatto ambientale stiano rivitalizzando un territorio ritenuto fino a pochi anni fa marginale e oggetto di ondate migratorie soprattutto verso la Francia. L’Ost diventa, con il Rifugio Potzmauer, El Casel dei Masi e la Rete delle Riserve, il quarto pilastro dello sviluppo turistico sostenibile: il “Progetto Grumes”. Il disegno si fonda sulla riscoperta del passato in un’ottica di sviluppo futuro e sul recupero del valore del bosco e della vita di paese, nell’obiettivo di far riemergere il senso di appartenenza e la fiducia in un futuro per la montagna.

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