festival dell'economia

L’elisir del benessere? Poco cibo, sport e vino rosso

Esperti a confronto su diete e costi sociali dell’obesità: più sale il reddito più scendono le calorie ingerite. «Ma attenti a non vivere per mangiare»


di Luca Petermaier


TRENTO. Non ci sono diete o regimi alimentare che tengano se non sappiamo rispondere alla seguente domanda: «Io mangio per vivere o vivo per mangiare?». Si ingrassa per molti motivi, ma forse il principale è che nella nostra società si ha fame più con la testa che con la pancia. E si ingerisce molto, ma molto più cibo del necessario.

Ne sono convinti i ricercatori che ieri hanno animato il convegno organizzato dalla Fondazione Edmund Mach, nell'ambito del Festival dell'Economia. Sala di rappresentanza della Regione strapiena per carpire i segreti della longevità, quell’elisir del benessere che noi italiani abbiamo nel dna: la dieta mediterranea. Uno studio citato dal presidente di Fem Andrea Segrè ha dimostrato che mangiare «mediterraneo» per una persona media costa 50 euro a settimana, 2 euro in più di chi mette nel carrello ciò che capita. «Attenti, però - ha concluso Segrè - che quei due euro li recuperiamo in seguito in benessere».

Parola quindi ai tre relatori (Kieran Tuohy, responsabile del Dipartimento qualità alimentare e nutrizione Fem, e i due ricercatori israeliani Elliot Berry della Hebrew University di Gerusalemme e Iris Shai della Ben-Gurion University of Negev di Tel Aviv) che si sono ritrovati concordi su un punto: assumiamo troppo cibo e ci muoviamo poco. «Spesso mangiamo perché siamo stressati - ha spiegato Berry - dimenticandoci che dovremmo agire e risolvere la causa dello stress, perché in sovrappeso o, peggio, da obesi non staremo certo meglio, anzi».

Iris Shai ha poi ricordato che l’Italia ha una delle aspettative di vita più alte al mondo: le donne vivono in media 84,8 anni, gli uomini 80,5. Tuttavia ha subito smorzato gli orgogliosi entusiasmi dell’uditorio chiarendo che il degrado cellulare inizia dopo i 45 anni, ma che il nostro corpo si ricorda tutto quello che abbiamo ingerito negli anni precedenti. «I bambini sovrappeso hanno infatti una minore aspettativa di vita» - ha spiegato.

Il vero nemico da combattere, secondo la ricercatrice, è il grasso corporeo. Ma non quello subcutaneo, che anzi è salutare. No, il grasso da eliminare è quello “viscerale”, che si deposita vicino ai reni, al pancreas, ai muscoli, al cuore. Per eliminarlo bisogna rassegnarsi: la dieta (mediterranea, cioè legumi, verdura, frutta, poca carne e formaggi) da sola non basta. Va associata ad una costante attività fisica, come hanno dimostrato alcuni studi condotti dalla ricercatrice israeliana. Infine un accenno al vino: da bandire o no? Secondo la Shai no: «Una ricerca durata due anni ha dimostrato che un bicchiere di vino rosso associato alla giusta dieta e al movimento fisico abbassa il colesterolo».

Kieran Tuohy ha chiuso il confronto con un intervento sul microbiota intestinale. «La galassia di microorganismi che vivono nel nostro intestino – ha evidenziato Tuohy - è stata finalmente riconosciuta come un organo vero e proprio, fortemente connesso con il nostro benessere generale e, in quanto tale, influenzato dalla nostra dieta ma anche dal nostro stile di vita, dall’attività fisica alle ore di sonno».













Scuola & Ricerca

In primo piano