L’appello degli alpini: «Meno burocrazia»

Dall’assemblea annuale: «Troppe carte per organizzare la manifestazione». E ancora: apriamo la strada del Doss Trento


di Roberto Gerola


TRENTO. Difendere la «nostra millenaria civiltà cristiana» , ma anche «togliere quella burocrazia che ci uccide nella nostra azione di volontariato» e poi «aprire la strada per il Doss Trento». Queste le «linee guida» uscite dall’annuale assemblea degli alpini trentini. Penne nere «senza le quali non si può immaginare il Trentino o la città di Trento» ha detto il sindaco Alessandro Andreatta. E ieri gli ospiti d’onore sono stati i tanti cittadini dell’Emilia martoriata dal terremoto e dove gli alpini sono accorsi in massa a dare una mano. Una richiesta, in questo caso vitale, è stata quella di porre rimedio alla burocrazia che uccide l’opera di volontariato. E Maurizio Pinamonti, nella sua relazione annuale ha ricordato le 11 autorizzazioni rilasciate da altrettanti enti dopo 11 richieste inviate a 11 indirizzi diversi, per organizzare in piazza Cesare Battisti un semplice incontro con gli emiliani a favore dei terremotati. «Spesso - ha detto Pinamonti - di fronte al muro insormontabile della burocrazia, anche gli alpini devono fare un passo indietro» e ha chiesto di porvi rimedio. L’altra richiesta («datata») è stata quella di aprire la strada per il Doss Trento per arrivare al mausoleo di Cesare Battisti «per permettere di godere di un luogo panoramico sulla città di Trento, per visitare il Museo delle truppe alpine e soprattutto poter far rivivere il luogo dedicato a Cesare Battisti, personaggio storico, alpino, martire. Questo in vista del secolo dell’inizio della Grande Guerra» ha detto Pinamonti Andreatta ha dato qualche speranza.

I lavori erano iniziati con la nomina di un personaggio particolarmente caro agli alpini: il professor Guido Vettorazzo, reduce di Nikolajewka. Con lui in sala anche altri reduci: come Lino Gobbi, Camillo Stenico, Aristide Rossi. Poi il presidente Pinamonti ha illustrato la situazione dell’Ana sezionale con i suoi quasi 25.000 iscritti, le sue azioni di solidarietà, le sue cerimonie, le sue attività a favore della comunità. E l’elenco sarebbe lunghissimo. Uno per tutti, in terra emiliana. Testimone di questa azione durata da maggio a settembre e che riprenderà in giugno, è stata Luisa Turci sindaco di Novi (Modena) che ha sul territorio anche Rovereto sulla Secchia dove la Sezione Ana capofila di molte altre realtà, ricostruirà un centro servizi per ricostituire la comunità disgregata dal terremoto, in aderenza alla palestra che sarà realizzata dalla Regione Emilia. La sindaco ha quindi avuto parole di amicizia, di riconoscenza, di affetto nei confronti degli alpini trentini. Altrettante parole di riconoscenza sono venute dal presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti e dall’assessore provinciale Lia Beltrami. Ha concluso Roberto Bertuol (consigliere nazionale Ana) che ha ricordato come gli alpini siano impegnati a ricostruire una scuola anche a Cento, sempre gratuitamente. Poi, l’approvazione del bilancio consultivo ha concluso i lavori che erano iniziati al mattino con la Messa celebrata in Duomo nel corso della quale, anche il vescovo Luigi Bressan, aveva avuto parole di riconoscenza nei confronti degli alpini.

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