Irap, stop alle agevolazioni per banche e assicurazioni

Sì di Rossi agli emendamenti di Pt, Lega, FI e M5S: niente riduzione dello 0,20% Tasi, sconti agli allevatori. Acquisti telematici, niente obbligo fino a 2 mila euro


di Chiara Bert


TRENTO. Via dalla legge Finanziaria le agevolazioni Irap a banche e assicurazioni. Lo ha deciso ieri il consiglio provinciale, votando un emendamento di Gianfranco Zanon (Progetto Trentino) che ha incassato il parere positivo della giunta dichiarato in aula dal presidente Ugo Rossi. Nella stessa direzione andavano analoghi emendamenti del Movimento 5 Stelle, della Lega Nord, di Giacomo Bezzi (Forza Italia) e la stessa richiesta era stata avanzata a febbraio dal sindaco di Rovereto Andrea Miorandi. Mentre il governo Renzi pensa a tassare le rendite finanziarie, la giunta Rossi lo segue per quanto di sua competenza. E con la decisione di ieri sceglie di “prendere ai ricchi per dare ai poveri”: il gettito che sarà recuperato sarà infatti destinato a scopi sociali. La riduzione dello 0,20% dell’Irap per banche e assicurazioni era infatti tra le agevolazioni che la giunta aveva confermato nella Finanziaria, assieme a quelle per il settore agricolo, le nuove imprese, i premi di produttività e i finanziamenti alle Apt. Bocciata invece, con forte contrarietà di Claudio Civettini, la proposta della Lega di esentare dall’Irap i contribuenti minimi, ovvero quei professionisti come medici o commercialisti che esercitano la loro attività senza bisogno di strutture.

Ieri in consiglio si è concluso l’esame degli ordini del giorno: approvati tra gli altri tre odg di Luca Zeni (Pd) per istituire un pedaggio per i camion sulla statale della Valsugana, così da tutelarla da un ulteriore incremento di traffico dalla futura Pedemontana, per completare la rete in fibra ottica e per risparmiare sull’uso del toner per le stampanti in Provincia; quello di Mattia Civico (Pd) per garantire che le assunzioni nella scuola avvengano in via prioritaria dalle graduatorie (prima che dai concorsi); quello di Manuela Bottamedi (M5S) per promuovere il sostegno agli alunni con bisogni educativi speciali.

Nel pomeriggio l’aula ha approvato i primi 9 articoli dei 72 che compongono la Finanziaria. Via libera alla riduzione dell’addizionale Irpef dello 0,33 per i redditi inferiori a 28 mila euro all’anno e al fondo per la riduzione della pressione fiscale. Per quanto riguarda la Tasi, approvato un emendamento Upt che prevede la detrazione di 300 euro per immobili rurali legati ad attività zootecnica con volumi di particolare ampiezza. Bocciati invece emendamenti che chiedevano riduzioni per i piccoli negozi di montagna o a privati per la cessione di casa a partenti o abitazioni in uso a disabili. In materia di contenimento della spesa della Provincia e dei Comuni, passa l’emendamento di Rodolfo Borga (Civica): sale da 1000 a 2 mila euro la spesa che i Comuni possono effettuare senza ricorrere a sistemi telematici di negoziazione. Via libera, con le critiche di Grisenti, alle misure per accelerare la realizzazione delle opere dei Comuni e delle Comunità. Pesa sulla manovra la pioggia di emendamenti, oltre 900 solo delle minoranze nonostante un certo numero sia stato cassato dal presidente Dorigatti per mancanza della copertura finanziaria. Ieri Rossi ha incontrato le minoranze per cercare di sfoltire, ma all’incontro non si sono presentati la Lega, Giacomo Bezzi (Forza Italia) e il M5S. «Noi trattiamo in aula alla luce del sole», hanno detto Bezzi e Maurizio Fugatti. La Lega insiste con le richieste: via l’Imu sulla prima casa e detassazione più spinta come a Bolzano, residenza da almeno 5 anni (e non più 3) per accedere al reddito di garanzia. Oggi si prosegue: l’approvazione è prevista nella notte.

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