Imu, Trento spera di non aver sbagliato i conti

Il sindaco: attendiamo la prima rata, poi capiremo. Preoccupano le stime sulle (supertassate) case sfitte



TRENTO. Da qualche giorno il «fantasma» dell’Imu - la tassa più temuta degli ultimi anni dai cittadini - si aggira nelle famiglie italiane seminando il panico. Le paure sono diverse e variano dal quantum che dovrà essere versato nelle casse comunali (che poi lo gireranno per la maggior parte allo Stato) fino alle varie ipotesi di aliquote che - a seconda del tipo di casa posseduta - creano non poca confusione nei contribuenti.

Lo dimostra - come spieghiamo nell’articolo a fianco - l’accesso costante e massiccio all’ufficio tributi del Comune di Trento da parte dei cittadini che chiedono informazioni nonostante l’amministrazione abbia già disposto l’invio a domicilio dei moduli con l’indicazione della cifra esatta da corrispondere all’amministrazione.

La macchina organizzativa del Comune, dunque, sembra ben avviata. Tuttavia il sindaco di Trento Alessandra Andreatta - forse scaramenticamente - preferisce non commentare le notizie che riguardano l’Imu e la spiegazione è semplice: la possibilità che i conti, alla fine, non tornino.

Un recente studio dell’Anci, infatti, ha chiarito che le proiezioni sul gettito complessivo dell’Imu svolte dall’associazione che riunisce i Comuni italiana sarebbero “sballate” di 2,5 miliardi di euro. Fosse vero - dicono i municipi - toccherebbe mettere mano alle aliquote, rialzandole.

E a Trento? «Noi - spiega Andreatta - preferiamo attendere la prima rata, il 18 giugno. Solo allora sapremo se le nostre stime iniziali sul gettito complessivo nel nostro comune saranno esatte e di conseguenza capiremo se sono necessarie correzioni. Fino a quella data io preferisco non esprimermi. Sono comunque fiducioso del lavoro fatto, considerando che la nostra amministrazione si è mossa con largo anticipo approvando già in febbraio il regolamento».

Ciò che preoccupa il sindaco, in realtà, sono le stime sulle case sfitte su cui è stata applicata un’aliquota del 10,6 per mille. Il problema è che fare una stima esatta delle case sfitte a Trento è difficile e dunque le sorprese sono dietro l’angolo.

Chi, invece, si dice tranquillo è il sindaco di Dro Vittorio Fravezzi che è anche l’assessore ai tributi del Consorzio dei Comuni: «In Trentino abbiamo fatto le cose per bene, cercando di muoverci all’unisono. Il censimento degli edifici è preciso, non ci saranno sorprese».













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