Immobili, tutti gli ostacoli all’operazione dismissioni

Gabardi (Anama): «Piazza Dante crei un tavolo con gli addetti ai lavori per facilitare le vendite». Winterle (architetti): «Sì all’uso temporaneo»


di Luca Marognoli


TRENTO. Non una missione impossibile ma sicuramente irta di ostacoli. Per la Provincia, l’annunciata operazione di dismissione di alcuni “pezzi pregiati” del proprio patrimonio immobiliare - come l’ex Questura, alcuni edifici ai margini dell’ex Italcementi, la Whirlpool e l’ex Alumetal - si scontra contro un limite oggettivo: il mercato. Già fiaccato dalla crisi e dalle difficoltà ad ottenere liquidità dalle banche, quest’ultimo rischia secondo gli addetti ai lavori di essere ulteriormente “appesantito”.

Il quadro è evidente ma alcune cifre aiutano a interpretarlo meglio. Per Marco Gabardi, presidente di Anama, che raggruppa le agenzie immobiliari di Confesercenti, dal 2008 ad oggi si sono dilatati i tempi sia per la vendita che per la locazione di immobili non residenziali. Un capannone artigianale di 4-500 metri quadrati si vende in 12-18 mesi, contro i 9-12 ante-crisi e si affitta in 6-8 mesi contro 60-90 giorni; un immobile di 250 metri destinato ad uffici, invece, passa di mano in 18 mesi in centro e 24 in periferia, contro i 90 e 120 giorni di prima e viene locato rispettivamente in 8-9 e 15-18 mesi contro i 2 e 4-6 del 2008. «Negli ultimi due anni chi ha affittato immobili è passato da uffici grandi a più piccoli», spiega Gabardi. «Chi stava in 250 metri è sceso anche a 150, spesso riducendo anche il personale».

Quanto alla vendita, la situazione appare ancora più complicata: «Gli imprenditori trentini che hanno la capacità di acquistare sono pochi e prima di farlo ci pensano 50 volte. Non sarà certo facile per la Provincia piazzare quegli immobili». Gabardi propone un coinvolgimento delle categorie in un tavolo di addetti ai lavori «che possa dare all’ente pubblico indicazioni su modalità di vendita, valori di mercato e strategie». La professionalità delle agenzie immobiliari - secondo Gabardi - «potrebbe aiutare a rendere più appetibili gli immobili stimolandone l’acquisto». Come? Il presidente di Anama fa qualche esempio: «Vendere aree già corredate da progetti è una strada percorribile. Un’altra è quella di coniugare risvolti economici e sociali: penso a immobili da destinare a genitori separati con figli, dove la Provincia potrebbe creare la struttura burocratica necessaria, affidando poi al mercato il compito di proporre degli investitori».

Per Alberto Winterle, presidente dell'Ordine degli architetti, le dismissioni comporteranno «un'immissione sul mercato di un ulteriore stock di immobili che lo ingolferà ulteriormente. Ma il problema - aggiunge - non è tanto avere un gran numero di uffici in vendita o in affitto, quanto il fatto che non ci siano risorse, sia perché tante aziende attendono pagamenti che non hanno avuto e quindi non possono allargarsi, sia perché gli istituti di credito rendono difficile riuscire ad avere mutui. Purtroppo questa è una condizione dalla quale difficilmente ci riusciremo a muovere».

E se si dovesse cercare delle scappatoie? «In alcuni casi è ipotizzabile pensare ad un uso temporaneo: piuttosto che mantenere chiuse strutture inutilizzate, si può rendere vivo un quartiere affidandole ad associazioni, società e studi professionali. È una soluzione che ho proposto per una parte dell’Italcementi. Per contro in altre aree, soprattutto dove ci sono strutture industriali di una certa dimensione come a Trento Nord, si potrebbe pensare a una possibile riconversione delle stesse. C'è, proprio in questi giorni, un appalto di Trentino Trasporti per realizzare una nuova officina a sud della Whirlpool, in una zona che, pur prevista in Prg come industriale, è di fatto agricola. Siamo all'assurdo che abbiamo una struttura di cui non sappiamo cosa fare e lì accanto, dove c'è campagna, andiamo a costruire un capannone. Una scelta anacronistica e una logica poco coerente con l'approccio che dovremmo avere oggi, in presenza di zone industriali con strutture in disuso o sottoutilizzate».

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