in tribunale

Il suo processo “slitta” lui dà il via ad una zuffa

Settantenne veronese protagonista del movimentato episodio ieri in tribunale Portato via a forza dopo la lotta in corridoio. Presto in aula ci sarà un carabiniere


di Paolo Tagliente


TRENTO. Movimentato fuori programma, ieri mattina, in tribunale a Trento. Protagonista un settantenne veronese, salito in città per rispondere del reato di diffamazione nei confronti di un giudice tutelare di Verona e dell’amministratore di sostegno di sua moglie, gravemente malata. Ed essendo la parte offesa un magistrato veronese, il processo è stato spostato per competenza qui a Trento.

E in città, l'anziano è salito puntuale ieri mattina, alle 8.30 in vista dell'udienza fissata alla 9. Ma qualcosa è andato storto con l'avvocato assegnatogli d'ufficio – un legale trentino – e quando è stato il suo momento, l'uomo, che pur era in aula nello spazio riservato al pubblico, non ha sentito la chiamata.

E così, dopo le verifiche del caso, il giudice Giuseppe Serao (che è anche presidente della Sezione penale) ha deciso di spostare l'udienza ad altra data. Tutto bene? Niente affatto. Il settantenne – li compierà il prossimo luglio – ha capito dopo un po' cos'era accaduto ed è entrato in aula, piazzandosi proprio davanti al giudice ed esponendo in maniera vibrata le proprie rimostranze.

Chi ha un minimo di dimestichezza con le aule di tribunale sa bene che queste cose non si possono fare, ma il giudice Serao, mostrando grande comprensione, gli ha spiegato più volte che l'udienza era stata ormai spostata e che lui avrebbe dovuto parlare con il suo avvocato. C'è stato qualche momento di tensione, ma sembrava che, alla fine, l'imputato veronese avesse capito. Sembrava, appunto. Uscito in corridoio con l'aria indispettita, l'uomo ha inforcato gli occhiali da vista e ha iniziato a consultare alcuni dei tanti documenti che custodiva in una borsa rossa.

Ma la calma è durata poco, perché qualche decina di minuti più tardi, l'uomo ha dissotterrato l'ascia di guerra ed è tornato all'assalto, in aula, dov'era in corso un altro processo. E subito le cose hanno preso una brutta piega: l'anziano ha iniziato quasi subito a urlare e il giudice Serao, che la calma l'aveva ormai persa, gli ha gridato di uscire. Senza nessun risultato. Sempre il giudice ha tentato di chiedere l'intervento delle guardie giurate della Cvn che prestano servizio all'entrata della struttura usando l'apposita pulsantiera.

Che però non funzionava e che, negli attimi concitati, è stata lanciata con stizza dal giudice verso l’anziano, senza comunque colpire nessuno. Nel frattempo, erano arrivate le guardie a cui Serao ha subito ordinato di accompagnare fuori dall'aula l'uomo. E a quel punto è stato il caos. Nel momento in cui il ragazzo in divisa ha messo la mano sul braccio del nerboruto settantenne – un omaccione alto e in forma – questi ha reagito, dando il via ad una breve lotta, conclusasi in corridoio con il veronese a terra e due guardie (nel frattempo era arrivata anche l’altro agente della Cvn a dar man forte al collega) sopra di lui a tenerlo buono.

Sono poi arrivati i carabinieri del Radiomobile che prima hanno provato con le buone a calmare l’uomo, ma poi hanno avuto il loro bel daffare per portarlo fuori dal tribunale e condurlo al Comando di via Barbacovi, per ulteriori accertamenti. Nei suoi confronti, vista anche la sua situazione delicata, la procura di Trento non ha voluto prendere alcun provvedimento e l’anziano ha potuto tornare libero già nel pomeriggio.

La baruffa, però, una conseguenza l’ha avuta: il presidente del tribunale di Trento Guglielmo Avolio ha già ufficialmente chiesto al Comando provinciale dei Carabinieri che durante le udienze sia sempre presente in aula un militare dell’Arma.

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