Il Liber Cafè riapre e l’alcol torna libero 

La gestione a Mirio Segata (titolare di Bicigrill e Bertelli) prevede animazione e l’apertura 24 ore dall’11 al 13 maggio. Salta il divieto di alcolici nei parchi


di Lorenzo Di Domenico


TRENTO. Tendoni e stand che sono iniziati a spuntare per piazze e vie di Trento lo avevano già suggerito, l’Adunata degli Alpini è dietro l’angolo. A confermarlo è arrivata, nel tardo pomeriggio di ieri, l’inaugurazione del Liber Cafè di piazza Dante che, dopo le vicissitudini e polemiche che hanno portato alla chiusura dello scorso anno, riapre sotto la guida della sezione Ana di Trento, a cui è stato dato in gestione il locale dal Comune fino al 30 giugno. Una collaborazione per usufruire del locale durante l’Adunata, ma anche, quindi, un tentativo di rigenerazione e riqualificazione di piazza Dante, che proseguirà fino a fine giugno con il presidio degli alpini nei pressi del locale, in attesa del nuovo bando per la gestione che, come spiegato dall’assessora alle politiche sociali Mariachiara Franzoia, arriverà in estate. Nel frattempo il bar sarà affidata dall’Ana a Mirio Segata, comproprietario del Bicigrill e della Pasticceria Bertelli.

«Abbiamo deciso di condivere questa idea, questo progetto – ha spiegato il vicepresidente della sezione Ana di Trento Paolo Frizzi - per utilizzare questo locale che è in una zona strategica per l’Adunata, ma in fondo è una zona strategica anche per la città, per questo volevamo esserci. Abbiamo deciso di affidarci nella gestione diretta del bar ad un professionista, Mirio Segata, insieme al suo staff, lui è il preposto dell’Ana per la gestione del bar. Noi cureremo non solo la gestione in sé ma anche tutte le pertinenze, cercheremo di esserci e di riprendere laddove necessario questo territorio, occupandolo in modo positivo, non solo con iniziative durante l’Adunata ma anche successivamente».

Situato in una zona strategica, sia per la presenza della stazione, che per quella della “cittadella” della Protezione Civile che verrà allestita a breve, il Liber Cafè, diventato “Bar Alpino”, sarà luogo nei prossimi giorni di serate a tema, incontri per bambini e tante altre iniziative, come quella che si svolgerà le mattine del 9, 10 e 11 maggio: ci si troverà insieme a leggere il giornale, con alcuni direttori dei quotidiani della città, si farà colazione, si scoprirà il programma del giorno e si potrà discutere delle notizie di giornata. «Il locale - spiega Mirio Segata - sarà probabilmente aperto 24 ore al giorno durante l’Adunata, mentre poi si passerà alla gestione ordinaria, che coinvolgerà uno staff di 4-6 persone fino al 30 giugno. Si continuerà anche dopo con eventi riguardanti gli Alpini, che resteranno a presidio del territorio». Diversi locali hanno intenzione di rimanere aperti 24 ore al giorno e, commenta l’assessora Franzoia, non ci sono regole ad impedirlo: «L’unica restrizione che abbiamo posto è che non possano essere servite all’esterno bevande in contenitori non riciclabili, quindi niente vetro per una questione di sicurezza». Durante le notti di giovedì, venerdì e sabato, inoltre, ci sarà una maggior libertà da parte dei locali per quanto riguarda volume ed orario della musica.

L’assessora ha inoltre spiegato come non sia necessaria un’ordinanza per sospendere il regolamento che vieta il consumo di alcool in alcuni parchi e piazze della città, poiché lo stesso regolamento include una sezione che prevede la non applicazione in caso di attività, eventi o manifestazioni autorizzate o promosse dall’amministrazione. Un’esenzione che, però, sembra non essere di grande interesse per quanto riguarda gli organizzatori dell’Adunata: «Almeno nei parchi credo che il divieto sia una cosa buona - aveva sottolineato il presidente della Protezione Civile dell’Ana Giorgio Debiasi in mattinata - perché ci sono anche minori lì. C’è questo mito dell’alpino che è associato alle damigiane, ma io ho fatto 40 Adunate e non mi ricordo di aver mai fatto una sbornia. Oltretutto sotto i 40 anni di Alpini non ce ne sono più molti, non essendoci più la naia, quindi magari durante le Adunate ci sono ragazzi che decidono di far festa mettendosi il cappello da alpino, pur non essendolo, magari esagerano e poi hanno bisogno di una lavanda gastrica. Non bisogna assolutamente collegare l’alpino con il vino, ma piuttosto con la solidarietà». Debiasi ha inoltre spiegato come alla mensa ed al dormitorio della Protezione Civile Ana a Trento Fiere non verrà servito vino, ma solo acqua. «I volontari che poi vogliono andare a bere – ha precisato- possono tranquillamente farlo, ma tassativamente senza la divisa». «L’immagine che dobbiamo dare - commenta il presidente del Coa Renato Genovese - non è quella dello stereotipo dell’alpino ubriacone, perché non esiste già più, poteva essere così anni fa. L’alpino è una persona che ama incontrarsi con i colleghi almeno una volta all’anno e gioire nel rivedersi».

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