Il Cimec senza rivali: punto di riferimento per i neuroscienziati

Al primo posto nazionale per la qualità delle ricerche «Chi studia il cervello deve passare per forza da Trento»

di Martina Bridi

TRENTO. 95 università e 38 enti di ricerca valutati, 16 aree disciplinari considerate e 6 anni di produzioni scientifiche analizzate dall’Anvur, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca che la settimana scorsa a Roma ha presentato i risultati della Valutazione della Qualità della Ricerca 2004-2010. L’Università di Trento si è classificata prima per produzione scientifica nella categoria degli atenei italiani di medie dimensioni, riportando un voto superiore alla media nazionale in undici delle sedici aree disciplinari considerate. Significativo anche il risultato di sette Dipartimenti e Centri dell’Università di Trento, che si sono posizionati entro le prime tre posizioni. Al primo posto, insieme al Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e Meccanica primo nell’area “8° - Ingegneria civile”, il Centro Interdipartimentale Mente/Cervello – Cimec primo nell’area “11b – Scienze psicologiche”.

Direttore Vallortigara, che significato ha un tale riconoscimento?

Considerato la storia relativamente recente del Cimec il riconoscimento dell’Anvur rappresenta una grande soddisfazione nei confronti del lavoro svolto in questi anni, ma è anche un risultato da condividere con i ricercatori stessi e con i vertici dell’Ateneo che hanno voluto scommettere sulle neuroscienze. Si tratta del riconoscimento più importante conseguito a livello nazionale, mentre due anni fa nel 2011 i ricercatori del Cimec si sono aggiudicato quattro grant del Consiglio Europeo della Ricerca.

Che cosa ha portato il Cimec ha guadagnarsi il primo posto nella classifica Anvur?

Nello specifico, il sistema di valutazione della ricerca si basa non solo sul prodotto, ovvero sulla pubblicazione in sé, ma soprattutto sul suo impatto misurabile principalmente attraverso due indicatori: il rilievo della rivista scientifica sul quale appare la pubblicazione e le citazioni, cioè quanto il lavoro viene citato dalla comunità scientifica. Il livello delle pubblicazioni dei nostri ricercatori si è quindi dimostrato di alto livello, non a caso i ricercatori del Cimec e dell’Ateneo in generale rientrano nella Top Italian Scientist, banca dati dei ricercatori italiani all’interno della quale i nostri ricercatori sono molto ben rappresentati.

Quali sono i campi in cui si sviluppa la ricerca scientifica del Cimec?

All’interno delle scienze cognitive il Cimec si concentra sullo studio del cervello: percezione e azione, concetti, linguaggio, neuroimaging and modeling, social neuroscience and thinking. L’aspetto vincente, che ha permesso anche di realizzare un risultato come quello dell’Anvur, è stata la decisione dell’Ateneo di puntare nell’ambito delle discipline biomediche sullo studio del cervello in particolare. In questo senso ripercussioni positive si riscontrano anche nella didattica in quanto chi si vuole specializzare nel campo delle neuroscienze cognitive sa che l’Università di Trento è il posto giusto dove andare.

Auspici per il futuro?

La realizzazione di una sede unitaria, visto che al momento i laboratori di neuroimmagine e di cognizione animale si trovano a Mattarello, a Rovereto a Palazzo Fedrigotti e in un’altra sede vicino alla stazione ci sono gli uffici amministrativi, i laboratori e la scuola di dottorato, mentre di prossima apertura un’ulteriore sede alla Manifattura.