Fuoripista fatale, muore snowboarder  

Dramma sullo Spinale, a Campiglio. Perde la vita contro le rocce Giacomo Zafferani, fotografo di 35 anni di San Marino



TRENTO. Lo hanno visto volare. Giacomo Zafferani non c’era più. Tragico fuoripista ieri mattina a Madonna di Campiglio. Sullo Spinale ha perso la vita un uomo di 35 anni, originario di San Marino, con la passione per le foto, il mare e la montagna. A Madonna di Campiglio lavorava come stagionale. Un uomo che, con il suo snowboard, toccava il cielo: stupiva e faceva rabbrividire. Un uomo che ai suoi compagni di discesa ieri aveva detto “andiamo” e che dagli stessi aveva ricevuto un diniego: “no, troppo pericoloso”. Sono le 10.30 quando alle funivie Madonna di Campiglio arriva una telefonata. Siamo sullo Spinale, a quota 1660 metri. Un gruppetto di snowboarders chiede aiuto: un compagno ha fatto un salto, è andato giù e non si vede. Serve aiuto. La posizione dei tre ragazzi è precisa: no, non sono sulle piste dello Spinale, non sono nemmeno nel comprensorio sciistico di quella parte di discese. Sono altrove, un altrove segnato da un divieto, perché da quelle parti non si può proprio passare: la discesa non è nemmeno tracciata. Quella è zona di salti nel vuoto, è un margine estremo che si insinua tra i boschi che scende verso la valle con insidie mortali. Non è solo la natura di una discesa non mappata, sono le sue asperità nascoste. Sassi che spuntano timidi tra la neve per poi mostrarsi nella loro essenza: rocce taglienti. Giacomo voleva andare per di la, i suoi amici no. Così lui ha fatto quel salto, quel volo come tanti, per una tavola esperta. Quel volo però non era come gli altri, non lo era per la direzione scelta. Così gli amici lo hanno guardato carezzare il cielo e poi sparire. Nessuna mano però si è levata dopo, come per dire “ecco, ora vado avanti”. Così gli amici hanno chiamato le Funivie ed è partita la macchina dei soccorsi. La squadra di soccorso alpino dei carabinieri di Madonna di Campiglio lo ha dovuto cercare. Impossibile scorgerlo ad un primo esame di quel fuori pista che si perdeva nella neve, tra le rocce, in mezzo agli alberi. Quando i soccorritori lo hanno raggiunto, non hanno potuto che constatarne il decesso a causa delle gravi lesioni riportate. Giacomo Zafferani è morto sul posto a causa dei gravi traumi riportati durante la caduta. Inutile ogni tentativo di rianimarlo. Guardando a monte della zona dove il giovane di san Marino ha perso ieri la vita, si ha la misura esatta di quel tragico volo. Un crinale quasi a strapiombo, costellato di insidie fatali. Giacomo Zafferani è volato per una decina di metri rotolando e sbattendo violentemente sulle rocce, sugli alberi. Questa la dinamica ricostruita poco dopo la tragedia. Sconvolti i tre amici che erano con lui sulle piste dello Spinale, ragazzi che come Giacomo condividevano la grande passione per lo sci e lo snowboard. Da San Marino Zafferani veniva da anni in Trentino. Ne conosceva i luoghi, amati non solo d’inverno. La cucina, tra le sue passioni, a queste latitudini era diventata anche un lavoro stagionale: l’inverno in Trentino e l’estate, per lo più, al mare. Ma l’amore per la montagna restava un richiamo senza rivali. Fotografo freelance, Giacomo Zafferani amava raccontare la natura: acqua limpida, impetuose cascate e poi creste innevate, dolci profili d’alta quota vestiti d’autunno. La notizia della sua scomparsa ha toccato molti mella Repubblica dove “ci si conosce tutti” e dove ognuno ha un amico o un conoscente che oggi piange quel ragazzo cresciuto all’ombra del Titano. (f.q)













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