Ex polveriera, svelato il fumo nero

Addestramento pratico per gli addetti all'assistenza degli elicotteri


Nicola Filippi


ROVERETO. Risolto il caso delle nubi di "pece" sopra il centro di addestramento della protezione civile di Marco, che avevano preoccupato, e non poco, i residenti e gli automobilisti. Quel fumo nero è frutto della combustione del kerosene che viene prima bruciato e poi spento dagli assistenti di elisuperficie negli ospedali regionali per gli esami di abilitazione Enac.

Curiosità e preoccupazione. In redazione, nei giorni scorsi, abbiamo ricevuto parecchie segnalazioni. Persone che chiedevano lumi sulla natura di quelle «preoccupanti» nuvole di fumo nero che si levavano sopra il centro di addestramento della Protezione civile. Gianni Toss ci aveva anche inviato una e-mail con tanto di foto, per testimoniare la lunga colonna di fumo nero. La quale, complice le belle giornate di sole, restava sospesa nell'aria per parecchio tempo. La sequenza di volute si è ripresentata anche ieri mattina. Preso accordi con il responsabile della scuola antincendi della Protezione civile di Trento, l'ingegner Ivo Erler, ieri pomeriggio siamo entrati nell'ex polveriera di Marco. Abbiamo trovato all'opera gli operatori della Croce Bianca di Bolzano e di Brunico.

La pratica Enac. In questi giorni - come ci ha spiegato il presidente della commissione, l'ingegner Fabiano Dalmaso - si stanno svolgendo le prove pratiche degli esami di abilitazione per il personale di assistenza alle elisuperfici degli ospedali della Regione, come previsto dal disciplinare nazionale dell'Enac. La parte pratica prevede lo spegnimento di un principio di incendio, nel minor tempo possibile e nella massima sicurezza, di un elicottero approntato per gli interventi sanitari (capace di "portare" 900 litri di kerosene).

Una vasca di kerosene. Ecco la prova. Sulla piastra di cemento, nell'area addestrativa antincendio, un vigile del fuoco permanente versa dentro una vasca di metallo un secchio di kerosene, mescolato con un po' di benzina. Prende una torcia e dà fuoco al liquido. Ecco le volute di fumo nero denso, tipico del kerosene che brucia. Da dieci passi di distanza, scatta il vigile del fuoco, "armato" con un estintore a polvere. In pochi secondi, le fiamme sono domate, facendo alzare in cielo fumo bianco. Infine, il vigile del fuoco addetto alla piastra, con una lancia di acqua, bagna la lamiera, per abbassare la temperatura. Terminata la prova, si va avanti con un altro candidato. Così, per un'oretta.

Le «scuse»
. «Ci dispiace per avere generato preoccupazione nella popolazione. Purtroppo per questo tipo di prove Enac è obbligatorio usare il kerosene - spiegano Erler e Dalmaso - ma vogliamo tranquillizzare la popolazione. Limitiamo l'uso del kerosene solo per il breve tempo delle prove d'esame. Per tutte le altre usiamo i simulatori a gas naturale».













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