Due alpinisti hanno assistito impotenti 

Il racconto del soccorritore: «Girandosi verso il canalone hanno visto tutto». Portati a valle sotto shock



TRENTO. «I due alpinisti di Treviso hanno assistito impotenti al dramma». Davide Depaoli, guida alpina e componete del Soccorso alpino di Primiero, ieri mattina era impegnato nei soccorsi sulle Pale di San Martino. E’ stato lui, assieme ad altri, ad assistere anche i due trevisani incapaci di muoversi, sotto shock per quanto era accaduto sotto i loro occhi. Il racconto dei due escursionisti, che erano ad un passo ormai dalla cima Bureloni, è drammatico. Il ricordo affidato alle parole di Depaoli. «Girandosi verso il canalone hanno potuto assistere impotenti al drammatico incidente. Hanno visto, anche se da una posizione relativamente lontana, staccarsi una placca di neve. No, non era una valanga o una slavina, ma era comunque sufficiente per travolgere il capocordata dei vicentini. Quest’ultimo, a sua volta, si è portato dietro gli altri due alpinisti a lui legati. Tutti e tre sono precipitati lungo il canalone per circa 400 metri, rotolando sulla neve. Il manto poteva essere anche piuttosto morbido, ma il percorso era ripido e molto lungo, con la complicazione di intralciarsi a vicenda essendo legati. I due alpinisti di Treviso, molto provati, hanno chiamato i soccorsi spiegando quello che era successo, rimanendo quasi pietrificati e incapaci di muoversi. Per questo motivo io, successivamente, ho partecipato al loro recupero». Il canalone ha un dislivello totale di circa 900 metri, 600 di canale vero e proprio, l’ingresso è a 2450 metri e l’uscita a 3040. Il canale è piuttosto ripido e diventa più ripido all’uscita. La Cima Bureloni è la terza cima più alta del Gruppo delle Pale di San Martino. Si raggiunge da Passo Rolle e poi dalla Val Veneggia. (r.b.)













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