Disco orario, ma con il trucco

L’invenzione del rivano Brentegani: la lancetta si sposta da sola. L’ufficio brevetti però lo ha bocciato


di Sergio Molinari


RIVA. In giro per l'Europa e soprattutto in Germania – dove si chiama “Mitlaufende Parkscheibe” - può capitare di trovarlo in commercio, o sotto il tergicristallo di qualche vettura in sosta. E' il “disco orario ad avanzata automatica”. In pratica un marchingegno semplice ma geniale per ingannare la guardia che vorrebbe farvi la contravvenzione in caso di “sforamento” dell'ora di sosta consentita. Il trucco consiste nel fatto che la lancetta che segna l'orario di arrivo, azionata da una batteria posta dietro il disco orario (quindi invisibile), continua ad avanzare come quella di un orologio: quindi l'automobilista, anche se il tempo passa, è sempre in regola.

Un oggetto così astuto, direte voi, non poteva che progettarlo un italiano... esatto! Quello che quasi nessuno sa, però, è che questo italiano è un rivano: precisamente Franco Brentegani, classe 1946, commerciante per una vita e, fatto insospettabile, inventore a tempo perso. Il suo progetto del “disco orario ad avanzata automatica” è rimasto depositato per anni all'Ufficio Brevetti della Camera di Commercio di Trento, ma nessuna azienda s'è presa la briga di acquistarlo per metterlo sul mercato. Siccome mantenere un brevetto in corso di validità ha un costo non indifferente, alla lunga Brentegani s'è stufato di aspettare e lo ha svincolato. Salvo poi scoprire che la sua idea (copiata? brevettata da qualcun altro dopo il via libera?) era stata presa in seria considerazione dai tedeschi e da altre ditte europee.

Peccato. Il disco orario un po truffaldino («ma se ci scandalizziamo per l'inganno – dice Brentegani – anche le auto che superano il limite dei 130 all'ora non dovrebbero essere prodotte!») ha regalato al nostro inventore soltanto la soddisfazione morale. Ma per un altro curioso brevetto, che ci dice come le innovazioni utili siano un po' il pallino del commerciante rivano, il traguardo della vendita e della commercializzazione c'è stato. «Con la collaborazione del mio amico Claudio Baroni – spiega – ho creato un registratore di cassa con visualizzazione immediata delle banconote false. In pratica nel cassetto c'è un lettore che evidenzia istantaneamente le filigrane delle banconote. Questo utilissimo registratore di cassa ora è regolarmente in vendita».

Insomma una ne fa e cento ne pensa, il nostro Franco Brentegani. Soprattutto adesso che, dopo aver venduto l'ultimo negozio (“La Buccia” di via Fiume, borse e pelletteria) per starsene beato in pensione, trascorre le giornate ad almanaccare su qualche genialata da proporre all'Ufficio Brevetti di Trento. Con i gabinetti per i cani e uno speciale antifurto per le bici gli è andata un po' male (le idee erano già depositate), ma lui non demorde. Sta lavorando ad un interruttore per la luce dei giroscale e ad un segnale stradale: entrambi ad alto risparmio energetico. Ma di più non si sbilancia e non dice. Gli inventori, si sa, sono molto gelosi di quello che gli frulla nel cranio. L'unica notizia certa per i rivani è che se prossimamente incontreranno ancora per strada Franco Brentegani con la testa tra le nuvole, un motivo c'è. E prima o poi si vedrà. Sul mercato.

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