«Deciderò il mio futuro il 19 febbraio»

Il sindaco Corradi: «Le pezze d’appoggio per i rimborsi sono a posto, ma voglio verificare il sostegno che avrò in giunta»


di Roberto Gerola


PERGINE. «Rientro in municipio lunedì 18 e il giorno successivo, in sede di giunta, deciderò il da farsi. Ho messo assieme le pezze d’appoggio dei rimborsi e penso siano sufficienti per fare chiarezza. Verificherò se la maggioranza è ancora con me e poi prenderò una decisione». Così ieri, il sindaco Silvano. Aria di dimissioni in municipio? «Dipenderà dal sostegno che avrò», è la replica del sindaco.

A questo punto le “pezze d’appoggio” sembrano essere non determinanti ai fini della conclusione del mandato di Corradi. Ed è lui stesso a confermarlo quando afferma che «in maggioranza ci sono sfilacciamenti vari per il caso San Cristoforo, per il bilancio, per il caso Beber, per il caso Nisco e per la stanchezza di qualche assessore».

Giustificando i rimborsi, è chiaro che darà però una bella “sberla”, e pure sonora, a quanti lo hanno messo sotto attacco. Soprattutto a quanti in sede di maggioranza lo hanno “crocifisso” con il Pd in particolare ad aver più che appoggiato le tesi dell’opposizione. Sono invece perfettamente comprensibili l’attacco mediatico e le critiche da parte delle opposizioni, chiamate come sempre al controllo e allo stimolo. A questo punto, la sopravvivenza e il prosieguo dell’attività di governo dipende dalle forze di maggioranza.

I socialisti in sede consiliare sono per così dire garantisti, a differenza della segreteria politica. Anche il gruppo consiliare del Patt ha sempre avuto questo atteggiamento e, aspetto importante, insieme alla segreteria politica. Dell’Upt non si può dire la stessa cosa. In sede consiliare e come segreteria politica, l’appoggio potrebbe starci. Ma qualche altra dichiarazione sparsa può essere interpretata come un ulteriore “malessere”. Ma sembra profilarsi un “giochetto”: il Pd appoggerebbe ancora Corradi e poi lo farebbe cadere, ma solo dopo il 1° marzo per avere la visibilità di undici mesi di governo (con la vicesindaco Marina Taffara) fino alla primavera 2014. Come ha dimostrato più volte, il Pd può dettare le condizioni quando vuole in sede consiliare.

Che l’amministrazione di Pergine sia sfilacciata è sotto gli occhi di tutti: può benissimo durare ancora un paio di settimane e cadere dopo il 1° di marzo, magari con un nuovo “Tradimento di Pasqua”. E si giustifica così l’esortazione a resistere espressa da Marina Taffara nei confronti dell’assessore Morelli. Da aggiungere, che Corradi avrà la sua “spada di damocle” con la quale fare i conti quotidianamente. Se invece, il sindaco dà subito le dimissioni, le elezioni a Pergine in maggio o in giugno rappresentano un test elettorale importante a livello trentino in vista della consultazione provinciale in autunno con i nuovi personaggi che stanno per scendere in campo e gli inevitabili rimescolamenti conseguenti e non solo nei partiti di governo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA













Scuola & Ricerca

In primo piano