SOLDI PUBBLICI

Contributo a Via Pacis: indaga la Corte dei Conti

Aperto un fascicolo sull’assegno da 1,2 milioni concesso dalla Provincia L’inchiesta avviata da un esposto presentato dal Movimento 5 Stelle


di Ubaldo Cordellini e Gianfranco Piccoli


di Ubaldo Cordellini

e Gianfranco Piccoli

ARCO

Sarà la Corte dei Conti a stabilire se il contributo da 1,2 milioni di euro concesso dalla Provincia all'associazione Via Pacis per la realizzazione della nuova sede ha seguito un iter corretto oppure se la decisione dell'ente pubblico rappresenta un danno erariale. La magistratura contabile, infatti, ha aperto un fascicolo dopo l'esposto presentato nelle scorse settimane dal consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi e dal consigliere comunale grillino di Arco Giovanni Rullo. In questi giorni i militari della sezione danni erariali della Finanza hanno avviato i primi accertamenti che – è bene specificarlo – riguardano l'operato dell'ente pubblico e non dell'associazione. Un secondo esposto è stato inviato anche depositato alla Procura della Repubblica di Trento.

Da quasi un anno il generoso aiuto economico concesso dalla giunta provinciale è al centro di polemiche politiche e ora anche di un'inchiesta della Corte dei Conti. Le stesse modalità con cui si era arrivati al contributo avevano fatto discutere. Era stato, infatti, il governatore Ugo Rossi a portare nella seduta di giunta del 30 dicembre 2015 la delibera (per altro non in agenda) con l'enorme assegno. Una decisione che aveva sorpreso anche qualche collega («Non ne sapevo nulla», aveva detto l'assessore provinciale Sara Ferrari).

L'entità dell'elargizione aveva fatto storcere il naso a parecchi, anche in quel mondo cattolico cui apertamente appartiene Via Pacis, realtà fondata da don Domenico Pincelli che opera a livello internazionale con vari progetti e nell'ambito della formazione, contando sull'apporto di 500 soci e migliaia di simpatizzanti. Ad aprire le porte al contributo, tuttavia, era stato in precedenza un altro atto, ovvero la dichiarazione di pubblica utilità della sede di Via Pacis voluta dalla giunta comunale guidata da Alessandro Betta, un atto firmato ancora ad ottobre del 2014.

Sulla vicenda ha puntato il mirino il Movimento 5 Stelle, che ha voluto mettere le mani su tutte le carte relative ai progetti della nuova sede di via Monte Baldo. E proprio l'analisi degli elaborati ha spinto gli esponenti grillini («Nulla contro l'attività di Via Pacis», avevano tenuto a precisare) a chiedere una verifica alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

Secondo Degasperi e Rullo, infatti, dai progetti si evinceva che buona parte dell'immobile era destinato a locali che non potevano essere di pubblica utilità in senso stretto: in particolare i grillini avevano puntato i riflettori sulle camere da letto e sulle cucine presenti nella struttura. Per Degasperi e Rullo l'unico locale che può davvero avere rilevanza pubblica è la sala polifunzionale. Secondo gli autori dell'esposto il contributo pubblico poteva essere concesso solo su queste metrature e non avrebbe dovuto superare – secondo il calcolo fatto dai grillini – i 240mila euro, cifra ben lontana dall'1,2 milioni concessi.

Formalmente la Provincia ha anche dato soddisfazione ai dubbi sollevati dal Movimento 5 Stelle. Rispondendo ad una interrogazione, il presidente Ugo Rossi aveva detto che erano in corso delle verifiche sui computi metrici. Un rilievo che è stato poi confermato dalla determina firmata dal dirigente generale Raffaele De Col in fase di concessione del contributo.

«A seguito del parere del Servizio Opere Civili si rilevava che la destinazione di alcuni locali presenti nel progetto - ha scritto il dirigente della Provincia - non è congruente con i criteri vigenti ed approvati con la deliberazione della Giunta provinciale n. 1721 di data 11 luglio 2008 e pertanto lo scrivente Dipartimento ha richiesto ulteriori chiarimenti ed integrazioni della documentazione in nostro possesso».

In seguito a questa richiesta, il computo metrico è stato rivisto: dai 2 milioni 835mila euro iniziali si è passati quindi a 2 milioni 486 mila euro. Morale: la cifra è comunque ampiamente superiore ai 2,1 milioni inizialmente ammessi a finanziamento. Quindi la Provincia - pur dando in linea di principio ragione al M5S - alla fine ha comunque concesso all'associazione Via Pacis 1,2 milioni di euro, la stessa cifra deliberata a fine 2015.

Ora la palla è passata nelle mani della magistratura contabile.

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