in tribunale 

Clienti “rubati” dal computer

Assicuratore solandro ha usato una chiave usb per sottrarre i dati ai suoi colleghi



TRENTO. Spesso si sentono notizie di furti nelle case, nei negozi o nelle auto. Questa volta il furto è stato messo a segno nell'ufficio di un'assicurazione e a sparire non sono stati computer o altri oggetti preziosi lasciati su scrivanie o cassetti. No, un quarantaquattrenne veneto residente in val di Sole è finito a processo per aver rubato i clienti dell'assicurazione.

Proprio così, secondo l'accusa, l'uomo, in almeno due occasioni, s'è introdotto negli uffici dell'assicurazione di cui era stato subagente, in un centro della val di Sole, fino a qualche mese prima: con una penna Usb aveva scaricato numerosi file relativi ai dati dei clienti, ma aveva anche rovistato tra i documenti con il chiaro intento di acquisire informazioni sulle offerte dell'agenzia. Lo scopo era quello di contattare le stesse persone e fare loro offerte più vantaggiose.

I fatti, di cui si discute in tribunale a Trento e che vedono il quarantaquattrenne accusato di violazione di domicilio e accesso abusivo a sistema informatico, risalgono al settembre del 2014. A metterlo nei guai, l'ex collega trentenne che aveva collaborato con lui e che aveva preso il posto dell'imputato quando, questi, alla fine del 2013, aveva lasciato la subagenzia per andare a lavorare con altre assicurazioni. Al momento di andarsene il subagente aveva consegnato le chiavi degli uffici al nuovo subagente, assicurandolo di averne solo una copia. Ma non era così. Già nell’agosto del 2014, il quarantaquattrenne era stato visto entrare nell’ufficio in cui l’ex collega lavora da solo e senza dipendenti.

E così, qualche giorno dopo, quest’ultimo decideva di attivare un programma di controllo presente sul suo computer, scoprendo più tardi che, il 2 settembre del 2014, l’imputato era entrato e aveva consultato i file sul pc, ma anche i raccoglitori con le polizze e le offerte di polizza. la cosa si era ripetuta un paio di settimane più tardo e, in quell’occasione, l’uomo aveva anche usato una pendrive per sottrarre sei file con nomi e dati di clienti della subagenzia. Operazioni che, oltre ad essere state immortalate dalla web cam, avrebbero anche lasciato inconfutabili tracce nella memoria del computer. A quel punto, il derubato aveva anche capito il perché del calo della clientela registrato negli ultimi tempie aveva sporto denuncia. Il processo è stato rinviato.

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