Canile, un cantiere infinito con vari errori da riparare 

Il sopralluogo di Martina Loss della Lega Nord denuncia una situazione di stallo Recinzioni troppo basse, a rischio fuga dei cani e passaggi nei box piccoli


di Sandra Mattei


TRENTO. Un mese fa avevamo denunciato sul Trentino una gestione dei lavori al canile comunale non proprio efficiente, visto che in seguito al sopralluogo dei veterinari dell’Unità igiene e sanità pubblica dell’Azienda sanitaria, i responsabili dei lavori avevano dovuto rivedere alcuni particolari. Gli errori da riparare consistevano nell’avere previsto una recinzione troppo bassa e sprovvista di “offendicolo”, ovvero si una sommità angolata per evitare che con un salto i cani possano superarla. Errori confermati dalla stessa dirigente Luisella Codolo, del Servizio urbanistica ed ambiente: «Si tratta di alzare di 50 centimetri la recinzione, perché ritenuta troppo bassa. Non solo, i veterinari hanno chiesto di fare un basamento in cemento, perché il rischio è che i cani possano scavare sotto la recinzione e scappare ed anche la ringhiera dovrà essere rivista, perché è necessario dotarla del cosiddetto “offendicolo”».

Ora sui lavori al canile interviene anche la Lega Nord, in particolare la consigliera della circoscrizione centro storico Martina Loss, che ha effettuato un sopralluogo al cantiere. Denuncia attraverso le foto come i lavori siano fermi, nonostante il termine fissato avrebbe dovuto essere il novembre 2017. «Nel contempo, - scrive la consigliera - si stanno quasi raddoppiando i costi per la sua realizzazione: infatti nell’ultimo assestamento di bilancio sono stati stanziati 61.000 euro, che come si è potuto leggere sui giornali, dovevano servire in parte a correggere gli errori dati dall’inesperienza di chi ha voluto il canile in quell’area e fatto in quel modo». Le immagini scattate in questi giorni mostrano il cantiere abbandonato, «con il rinsecchirsi dei giovani alberi piantati», come scrive Martina Loss. Anche all’interno dei recinti, visto l’assenza di un pavimento rigido, sostiene Loss, sono cresciuti erbe ed arbusti. Aggiunge: «Altro elemento per una comoda via di fuga sono i dislivelli tra rete e gradino di cemento; pur inserita la porta, rimane uno spazio dove un cane piccolo passa con tranquillità. Errori anche nei box, perché dalle aperture di collegamento con l’area interna riescono a passare cani solo fino alla media dimensione; un cane grande si farebbe male. E per dire questo non serve di sicuro un esperto».

La consigliera conclude chiedendosi perché per una struttura così importante, non sia stata coinvolta la circoscrizione interessata. (sa.m.)













Scuola & Ricerca

In primo piano