TRENTO

Birre e lucanica, incassi da record all'Adunata alpini

Gioco d’anticipo sui rifornimenti e i negozianti ora si beano soddisfatti: «Fatte le ore piccole, ma senza problemi»

di Lorenzo Di Domenico

TRENTO. Sono state giornate, e nottate, a dir poco particolari, quelle della scorsa settimana per la città intera, che si è vista presa d’assalto da centinaia di migliaia di alpini e turisti arrivati per l’annuale Adunata delle penne nere. A lavorare tanto e fino a tardissimo, sono stati soprattutto bar, locali e ristoranti della città, dove i clienti non sono certamente mancati.

«Certo ora ci vorrebbero un paio di giorni di ferie per recuperare –commentano lavorando e sorridendo Alex e Ivan della Cremeria Milano di Largo Giosuè Carducci- anche perché in questi giorni un po’ per il rumore la notte, un po’ per il resto si è dormito ben poco. L’esperienza ci è sembrata comunque molto positiva: i negozianti hanno lavorato e la gente si è divertita. Non c’è stato nessun problema particolare, anzi pensavamo ci sarebbe stato più caos, ma la gente è stata abbastanza educata. Per fortuna abbiamo fatto tanti rifornimenti: a livello di bere abbiamo servito tantissima birra, mentre per il cibo cose semplici, molti panini con la lucanica».

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L’Adunata appena conclusa, insomma, sembra essere andata bene un po’ per tutti: turisti, alpini e persone del luogo si sono divertiti ed i locali della città hanno lavorato come mai prima.

«E’ stata un’esperienza molto positiva –ci ha raccontato Nicola Delmarco, uno dei gestori del Caffè Randrè in Largo Carducci- bisogna ringraziare anche il Comune per la tolleranza nei confronti del rumore e per la pulizia che è sempre stata rapidissima. Noi abbiamo anche un locale in via Pozzo, il Fame & Gola, che ci ha dato grandi soddisfazioni durante il giorno, mentre qui che siamo rimasti aperti 24 ore su 24 è andata benissimo soprattutto la sera e la notte. Sono arrivati gruppi da tutte le regioni, non abbiamo avuto alcun problema, sono stati tre giorni e notti davvero molto belle.

Abbiamo sottostimato un po’ la quantità di persone dal punto di vista dei rifornimenti, per questo le finestre concesse dal Comune per entrare a portarne altri sono state azzeccate e sfruttate. Prevedevamo di servire più vino che birra, ma non è stato così, forse anche per la sponsorizzazione massiva dell’evento da parte della Forst».

In questi ultimi giorni, oltre ai locali della città, sono stati presi d’assalto anche i tantissimi “baracchini” disseminati in tutto il centro. In piazza Lodron incontriamo Luigi Varriale mentre aiuta a smontare la struttura temporanea in cui ha lavorato in questi giorni. «Abbiamo lavorato tantissimo, facendo anche le ore piccole senza avere mai nessun problema. Abbiamo venduto tanta birra, mentre per il cibo in tantissimi hanno chiesto il panino con salciccia, cipolla e peperoni».