Autonomia, nuovo scontro Trento-Roma

La Provincia impugna alla Consulta due decreti attuativi della legge sul federalismo


Paolo Morando


TRENTO. Due ricorsi della Provincia alla Corte costituzionale contro altrettanti decreti attuativi della legge 42/2009 sul federalismo fiscale. Il primo, che riguarda un decreto di giugno in materia di armonizzazione di sistemi contabili e schemi di bilancio, è stato notificato a settembre. Il secondo, su "Meccanismi sanzionatori e premiali relativi a Regioni, province e Comuni" del 6 settembre, lo sarà a breve. Si riaccende dunque lo scontro tra Roma e le autonomie. E a portarlo indirettamente alla luce è curiosamente una trasmissione tv. Si tratta della prima puntata stagionale di "Report" di domenica scorsa, che con un ampio servizio di Bernardo Iovene intitolato "Vedo, pago, voto" si è occupata in particolare di federalismo municipale.

Con molto più di una toccata e fuga in Trentino. Nel reportage, intervistato nel suo ufficio di piazza Dante, è comparso anche il presidente Lorenzo Dellai. Messo a confronto, attraverso un'abile (e un po' spericolato) montaggio, con il ministro della semplificazione Roberto Calderoli ed Enrico La Loggia, presidente della Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo. E proprio quest'ultimo ha acceso il fuoco alle polveri, affermando che i cosiddetti "fabbisogni standard" previsti dal decreto legislativo 23/2011 sul federalismo municipale verranno applicati «da tutte le parti, ovviamente sì, altrimenti lasceremmo 10 milioni di italiani fuori da questa norma». Cambio di campo e domanda di Iovene a Dellai: quindi entro sei mesi dovete attuare le norme del federalismo... E Dellai, un po' sorpreso: «Francamente non so a che cosa si riferisca La Loggia. (...) Noi non abbiamo mai partecipato alla divisione di fondi nazionali. Per cui non capisco quale sia questo riferimento alla spesa standard».

Altro cambio di inquadratura, la parola passa a Calderoli: «No, no, io sono convinto che loro debbano applicarli». Di una presunta disattenzione della Provincia parlava ieri in riferimento a "Report" anche il Corriere della Sera, che quest'anno si giova di una collaborazione con la trasmissione di Milena Gabanelli. E così ieri la Provincia ha fatto partire le contromisure, fatte di comunicati e interviste del governatore. Il succo è questo: sono otto finora i decreti legislativi attuativi della legge 42/2009 e i primi sei contengono tutti specifiche clausole di salvaguardia per le Autonomie speciali. Non così proprio gli ultimi due, in cui si prevede che l'eventuale mancato adeguamento entro sei mesi attraverso norme d'attuazione comporti la loro immediata applicazione. Giusto, sbagliato? Lo deciderà la Consulta.













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