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Arco, elicottero come la «cicogna» porta la partoriente a Trento

E' successo per la quarta volta dall'inizio del mese, dopo la chiusura del punto nascite



ARCO. Siamo a quattro. Per la quarta volta, dal primo di agosto, giorno in cui è stato ufficialmente chiuso il punto nascite arcense, una partoriente della Busa ha dovuto sobbarcarsi un viaggio in elicottero, da Arco al Santa Chiara, per sottoporsi ad una visita resa urgente dall’avanzato stato della gravidanza.

E' accaduto l'altro giorno, nel tardo pomeriggio, quando una donna della zona si è presentata al pronto soccorso arcense a doglie già in corso. In realtà, il quadro clinico della partoriente non presentava una vera e propria emergenza (fino al mese scorso si sarebbe affidata tranquillamente alle cure dei sanitari di Arco) ma in base al protocollo stabilito dalla Provincia i medici hanno dovuto comunque far intervenire l'elisoccorso per il trasporto a Trento della futura mamma, che dopo le visite di rito ha fatto rientro a casa in attesa del parto che è sempre più imminente.

Luca Zeni è stato informato dell'accaduto e così l'assessore provinciale alla salute si è visto costretto ad aggiornare il numero degli interventi dell'elicottero in Busa in questa prima metà di agosto.

Intanto, non si placano le proteste di chi è contrario alla chiusura del punto nascite. Se ne è discusso anche in consiglio comunale ad Arco, nella due giorni consiliare di questa settimana. Il Movimento 5 Stelle ha accusato il sindaco Betta di aver fatto poco o nulla per impedire la chiusura del reparto e il sindaco ha risposto a tono.

Il presidente e deputato Mauro Ottobre, invece, ha annunciato che presto verrà portato all’attenzione della ministra Lorenzin un documento, in fase di ultimazione, firmato anche dal deputato 5 Stelle Fraccaro e da quello del Pd Nicoletti. Infine, il comitato per la salvaguardia del punto nascite, dopo ferragosto, darà avvio alla raccolta firme fra la cittadinanza. (gl.m.)













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