Il progetto

A Trento torna Otium: “Non è un paese per giovani”

Il progetto degli studenti delle superiori e degli universitari Udu. Sabato al Muse pomeriggio di conferenze su giovani, scuola, politica



TRENTO. Si intitola “Non è un Paese per giovani”, l’edizione 2021 di “Otium” - inteso non come starsene in panciolle bensì come tempo da dedicare a sé stessi, allo stare insieme, al fare qualche cosa di diverso dalla solita routine quotidiana – presentata ieri mattina (31 maggio) nella sala della Fondazione Caritro, Fondazione che è poi anche l’ente finanziatore, anche se i ragazzi hanno cercato nel limite del possibile di fare tutto “da soli”.

Presenti l’assessora comunale alla cultura Elisabetta Bozzarelli, Samuela Caliari, che coordina un team di esperti in divulgazione della scienza e collabora coi ricercatori del Muse per favorire la comunicazione della ricerca scientifica; Riccardo Santoni, per la Caritro,  le ideatrici dell’evento che si svolgerà pur contingentato, in presenza ovvero Valentina Dalla Torre, responsabile realtà capofila Udu Trento; Susanna Pergher, referente principale e commissione generale del da Vinci; Anna Garilli, referente generale e commissione comunicazione, dell’Istituto Pavoniano Artigianelli, mentre responsabile legale è Tobia Sebastian Cavagna, referenti per la commissione conferenze e pomeriggio sono Simone Cont e Lorenzo Guarda.

Otium 2021 è un progetto nato nel 2019, che vide la partecipazione di migliaia di giovani mentre lo scorso

anno si svolse purtroppo solamente da remoto, proposto dagli studenti delle scuole superiori di Trento, in collaborazione con l’Unione degli Universitari Udu; l’Ufficio Politiche giovanili del Comune; il Tavolo di partecipazione studentesca Tapas; il Forum trentino per la pace e i diritti umani; l’associazione universitaria UniTin, Il Muse, appunto; i licei cittadini Rosmini, Galilei e da Vinci, Entropia e Fondazione Caritro.

Quest’anno dopo un 2020 quasi in silenzio i ragazzi sono riusciti a riproporre il progetto in una modalità ibrida con un numero limitato in presenza – a fronte delle 5.000 richieste di partecipazione – e delle dirette streaming per chi seguirà da remoto.

La giornata conclusiva del progetto, che si svolgerà sabato 5 giugno al Muse, prevede un pomeriggio di conferenze, come quella su scuola ed istruzione con ospiti Matteo Saudini ed Elia Bombardelli, o quella sui giovani e la politica con il sindaco Franco Ianeselli ed il rettore Flavio Deflorian, alternate ad esibizioni musicali che coinvolgeranno singoli e gruppi emergenti locali. Al termine, conclusione musicale con i cantanti Maggio e Tredici Pietro.

In via Belenzani e in piazza Santa Maria Maggiore, nei giorni dal 4 al 6 giugno, saranno esposti dei pannelli che illustreranno che cosa è Otium 2021 e che coinvolgeranno i passanti con domande inerenti il tema di quest’anno.

Con queste attività la “generazione Z” vuole aprire un confronto intergenerazionale sul suo coinvolgimento all’interno della società attuale e sulla situazione pandemica in cui ci troviamo e nella quale non ha avuto abbastanza spazio per far sentire la propria voce.

Questo messaggio è racchiuso nello slogan che i ragazzi hanno scelto: “Non è un Paese per giovani”.

Il programma orario e gli spazi di sabato5 giugno: dalle 14 apertura di Otium nel prato del Muse; si parte con la conferenza, seguita fino alle 16.20 da musica live. Dalle 16.30 alle 17.30 nuova conferenza, seguita dalla 3a dalle 18 alle 19, quindi dalle 19 musica, seguita da Otium Poetry Slim del Trento Poetry Slam e conclusione per le 22.30.

Due i gazebo allestiti in zona: il 1° con Udm Unione degli Universitari, il 2° con UniTin, Università di Trento.

La zona 2, limitata a 25 posti a sedere, sarà la terrazza del Muse con musica ed un workshop su sessualità e genere con Alessia Tuselli.

Dopo lunghe discussioni è stato concordato di tenere aperto un bar bianco, che ovviamente non proporrà alcolici. C.L.













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