Sicurezza

Carabinieri, tre mesi di task force nelle "zone calde" di Trento: dieci arresti

La maggior parte fermati per spaccio. Arrestati anche i responsabili della rapina al parco San Marco. Undici denunciati per spaccio e cinque immigrati accompagnati ai Centri per il rimpatrio



TRENTO. Sono trascorsi ormai circa tre mesi dalla grave rissa verificatasi nella serata del 29 dicembre nel centro storico cittadino e la “task force” messa in campo dai Carabinieri di Trento all’indomani di quei fatti non ha tardato a fornire una concreta risposta in termini di risultati nel corso delle numerose “operazioni” condotte tra Piazza Portella, via Pozzo, Santa Maria Maggiore e zone “calde” limitrofe.

I Carabinieri, infatti, anche grazie al contributo di colleghi provenienti dalle Compagnie vicine, hanno da allora implementato il monitoraggio del territorio, svolgendo quotidiani servizi in borghese, di osservazione e di successivo riscontro. «In due mesi di presenza discreta, ma continua, i militari della “task force” hanno potuto effettuare una decina di arresti, prevalentemente per spaccio di stupefacenti, senza tuttavia trascurare, ad esempio, il fermo operato nei confronti di due cittadini marocchini resisi responsabili di una rapina ai danni di una coppia di minori nel parco “San Marco” il 07 gennaio» fa sapere l’Arma in una nota. 

Sempre in merito all’attività di spaccio nel centro storico, sono stati ben 11 i soggetti denunciati, con il sequestro complessivo di circa 300 grammi di hashish, senza tener conto degli ulteriori numerosissimi piccoli “recuperi” di sostanze stupefacenti delle più diverse tipologie in capo ai consumatori, di volta in volta sanzionati per “uso personale”.

«Da ultimo merita una menzione anche l’attività condotta in relazione alla presenza illegale di soggetti sul territorio nazionale: si pensi, infatti, che nel periodo in esame, nella sola zona ricompresa tra Piazza della Portella, Santa Maria Maggiore, via Pozzo e via Roma, sono stati identificati, accompagnati presso l’ufficio stranieri della locale Questura e quindi successivamente presso i Centri di Permanenza per il Rimpatrio situati in tutta Italia, cinque persone di origine nord africana. Di questi, un cittadino tunisino di 30 anni è stato fermato in via Roma (e trovato, tra l’altro, in possesso di pochi grammi di hashish “per uso personale”) ed stato accompagnato dai militari presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri (Cpr) di Potenza» ha aggiunto la nota.













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