I NUMERI

Sono 350 mila gli italiani che potrebbero diventare austriaci

Il criterio sarà la dichiarazione d'appartenenza linguistica



BOLZANO. Un lunghissimo scioglilingua di 36 lettere, la Sprachgruppenzugehörigkeitserklärung (in italiano "dichiarazione di appartenenza linguistica"), sarà probabilmente il criterio determinante che consentirà agli abitanti della Provincia autonoma di Bolzano di chiedere la cittadinanza austriaca, se il nuovo governo austriaco dovesse passare dagli annunci ai fatti.

Il termine di difficile pronuncia anche per i tedeschi è poco conosciuto a sud di Salorno, ma di grande valenza in Alto Adige. Sono circa 330.000 i sudtirolesi, ovvero gli altoatesini di lingua tedesca, e 21.000 i ladini che secondo l'accordo di coalizione del governo del cancelliere Sebastian Kurz potranno fare domanda per ricevere il passaporto austriaco.

Ogni dieci anni il censimento generale fotografa, tra l'altro, anche la consistenza dei gruppi linguistici: 69,41% i tedeschi, 26,06% gli italiani e 4,53% i ladini - così il risultato della rilevazione del 2011.

Per garantire una divisione equa tra i tre gruppi linguistici, in base a questi dati i posti di lavoro nel pubblico impiego vengono poi assegnati in maniera proporzionale.

La dichiarazione di appartenenza linguistica viene depositata presso il tribunale e rilasciata in busta sigillata per motivi di privacy. Si tratta di un'autocertificazione, senza alcun meccanismo di controllo. Infatti, non sono pochi gli "italiani" che si dichiarano "tedeschi" per questioni di opportunità.

In passato ci sono stati anche "obiettori etnici", come il verde Alexander Langer, che si rifiutò di dichiararsi appartenente a un gruppo linguistico.

Quasi un secolo fa, dopo la Grande Guerra, nel 1919, l'Alto Adige passò all'Italia. Nel 1972 entrò in vigore il cosiddetto Secondo statuto d'autonomia, che negli anni portò all'ampia autonomia della quale gode oggi la Provincia.

Vienna ha annunciato che sarà un'apposita commissione a stabilire chi avrà effettivamente diritto alla doppia cittadinanza con tutti i suoi diritti, come il voto, e doveri, come per esempio l'obbligo di leva tuttora in vigore in Austria.













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