Via Mazzini, i negozianti salutano 3 anni di cantiere 

Sulle vetrine ironici manifestini di auguri e ringraziamento all’amministrazione che ha adottato una “baracca” come arredo urbano per la via del passeggio

di Luca Marsilli

ROVERETO. C’è sicuramente molta ironia nei toni e la si intuisce dalla prima riga, quando enfaticamente si annuncia che ieri, 10 settembre, compiva il terzo anno il cantiere a metà di via Mazzini. Diventa poi palese anche ai meno attenti che di ironia si tratta quando si ringrazia l’amministrazione pubblica per lo splendido arredo urbano, di pregio architettonico inestimabile, con cui ha ritenuto per tre anni, appunto, di valorizzare quella che ormai è la via del passeggio roveretano. Detto che il cantiere è privato - la ristrutturazione, peraltro pregevolissima anche nel risultato, di una palazzina storica, la “colpa” dell’amministrazione pubblica consisterebbe nel non avere messo fretta in alcun modo al committente (il padrone di casa) accettando che trasformasse di fatto in uno spazio proprio una parte importante della via. Con evidente danno estetico, che si ripercuote sulle attività commerciali della zona, ma anche con problemi di viabilità e sicurezza, visto che la sede stradale risulta grossomodo dimezzata e quindi camion e furgoni (che per inciso, essendo zona pedonale passano solo per il carico e scarico, ma evidentemente caricano e scaricano tutti più volte al giorno visto che sono più numerosi che all’Interporto) passano a ridosso delle vetrine, a rischio per chi esce dai negozi. A quanto pare a far indignare ulteriormente i commercianti della zona è stata poi la spiegazione ottenuta da uno dei “capi” dell’ufficio tecnico, che serafico avrebbe commentato che non c’è nulla da dire e da fare perché l’occupazione suolo pubblico è stata pagata fino a fine anno. Dando fiato a chi sospetta che alla fine al Comune faccia più comodo incassare la tassa che preoccuparsi del decoro della via.

Dal punto di vista del cantiere, la casa dal primo piano in su è finita. Molti appartamenti sono addirittura già occupati. Ma a livello strada ci sono gli spazi destinati a negozio, e quelli sono stati lasciati completamente al grezzo: nemmeno smaltati. Forse in attesa di trovare loro una destinazione e quindi di orientare la ristrutturazione “su misura”. Ma sta di fatto che ormai da tempo non si vede lavorare mentre la piattaforma in cemento su cui fu montata la gru resta al suo posto nella via, chiusa torno torno da pannelli che illustravano il progetto, pure con qualche vezzo poetico, che dopo tre anni, accennando a vecchie cose polverose, finisce per assumere un significato quasi irridente. Ad oggi, dicono i commercianti, non c’è alcuna notizia su cosa si farà e quando. Vorrebbero che almeno per il Natale quella specie di baracca fosse tolta.

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