Fucine, ripresi i lavori per il ristorante 

Entro l’estate la struttura sarà finita e messa in gara la gestione. Bortot: «Diventerà uno dei poli dell’asse del tempo libero»


di Luca Marsilli


ROVERETO. A chi passa sulla ciclabile lungo il Leno il complesso del centro sportivo Fucine dà l’impressione di essere fermo da anni. In realtà dopo una pausa dovuta ad un riaggiustamento del progetto, i lavori sono ripresi per gli adeguamenti necessari. E contemporaneamente gli uffici amministrativi stanno lavorando al bando di gestione. Messo tutto assieme per la fine dell’estate dovrebbe essere completata sia la scatola che il lavoro burocratico. E non è eccesso di ottimismo prevedere l’inaugurazione entro l’anno.

«A ritardare i tempi - spiega l’assessore Bortot - è stata una modifica abbastanza sostanziale: ci siamo resi conto che il progetto originario, che prevedeva uno spazio per le associazioni non meglio definito ed un bar, comportava il grande rischio di creare una struttura potenzialmente di grandissimo valore, ma che nessuno avrebbe potuto far funzionare. Abbiamo ripensato quindi le funzioni e di conseguenza, spazi ed impianti».

I campi da calcio sono affidati in gestione al Sacco San Giorgio, la palestra ad Amr. Resta il corpo adiacente la palestra, collegato dalla ciclopedonale sia a via Leonardo da Vinci che alla ciclabile sul Leno. «In origine si era previsto uno spazio esageratamente grande per un bar, dotato di una cucina troppo piccola per qualsiasi cosa che non fosse di mero servizio al bar. Abbiamo chiesto al progettista, l’architetto Leoni, di ridurre quello spazio ricavando una sede adeguata per il Sacco San Giorgio, ad oggi relegato in uno spazio insufficiente. Inoltre la cucina è stata ampliata e potenziata, adeguando ovviamente gli impianti. L’obiettivo è poter ospitare un bar/ristorante/pizzeria, che si giovi della forte presenza nell’area (le Fucine, ma anche il centro sportivo, la vicinissima Manifattura) e al tempo stesso dia un contributo alla creazione di quell’asse del tempo libero che immaginiamo salire lungo il Leno dalla foce fino ai giardini Italia. Stiamo elaborando un bando diche preveda da parte del gestore l’investimento in cucina ed arredi, in cambio di un congruo periodo di utilizzo. Pensiamo a professionisti seri e formati, non a qualcuno che fa un esperimento di vita prendendo in gestione qualcosa di fatto e finito: abbiamo bisogno che funzioni e sia un valore aggiunto per la città. Sono convintissimo che sarà così».

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