solidarietà

Prende il via la campagna di crowdfunding “Sos Afghanistan - A riflettori spenti”

Lanciata da Arci del Trentino e promossa da Cgil, Emergency, Acli Trentine, Fondazione Sinistra Trentina, Cisl Trentino, Uil Trentino



TRENTO. Superata la prima fase di attenzione mediatica, in questi giorni quasi non si sente più parlare di Afghanistan; eppure questo è il momento in cui è assolutamente necessario stare vicini al popolo afghano – basti pensare a quanto sta accadendo in Polonia e Bielorussia; il Trentino, da sempre terra di solidarietà, non può restare a guardare: per questo abbiamo deciso di attivarci per raccogliere un aiuto economico in favore del centro chirurgico-pediatrico di Anabah, nella valle del Panshir duramente colpita dall'avanzata dei talebani.

Andrea La Malfa, Arci del Trentino: “pensiamo sia necessario dare un segnale per riaccendere i riflettori sull'Afghanistan. Sono venuti al pettine i nodi e gli errori politici di questi vent'anni e dopo i giorni del ritiro delle truppe internazionali, il tema è scomparso dal dibattito pubblico. Ma è ora il momento in cui la popolazione civile ha più bisogno di sostegno ed in cui dobbiamo essere promotori di diritti, come quello alla salute, aiutando Emergency che offre a tutti cure di qualità”.

Manuela Faggioni, Cgil del Trentino: “crediamo sia importante che anche il mondo del lavoro trentino dia il proprio contributo per un popolo che versa in condizioni di estrema difficoltà non solo sul piano dei bisogni materiali, ma anche dei diritti. Anche in questa occasione come in passato dobbiamo dimostrare la nostra solidarietà, non solo a parole, ma anche facendo qualcosa di concreto, sostenendo l’iniziativa messa in campo insieme agli altri soggetti del sociale trentino. Per quanto ci riguarda daremo massima diffusione a questa raccolta fondi nel mondo del lavoro che rappresentiamo”.

Luca Oliver, Acli: “non lasciamo che i riflettori si spengano su una situazione drammatica che colpisce soprattutto bambini e donne e su uno scenario che assume anche un profondo significato politico. Le Acli si rivolgono anche al Governo Italiano ed ai Governi Europei per ricordare che è un dovere dei nostri paesi garantire agli Afgani un argine alla cancellazione della democrazia ed il mantenimento dei diritti fondamentali di legalità e tutela. Le Acli Trentine sono molto soddisfatte che questa campagna e raccolta fondi sia promossa e supportata da una vasta rete di associazioni, rappresentativa della società civile trentina”.

Fabrizio Tosini, Emergency: “a nome di Emergency e del gruppo di Trento ringraziamo i promotori e i sostenitori di questa iniziativa. Trovare risorse in questi momenti difficili non è semplice. Emergency ha iniziato a lavorare in Afghanistan nel 1999 curando più di 7 milioni di persone con tre centri. In particolare un progetto a cui siamo legati particolarmente come gruppo di Trento è il centro di maternità di Anabah intitolato a Valeria Solesin che è stata volontaria del nostro gruppo durante il suo percorso di studi a Trento. In Afghanistan Emergency si è guadagnata il rispetto di tutti grazie alla sua neutralità e dedicando le proprie cure per tutti senza distinzioni. Come diceva Gino Strada i pazienti vengono sempre prima di tutto”. C.L.













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