l’iniziativa del consorzio di viarago 

Il Cmf vende gli schianti per conto dei privati

PERGINE. Sta andando in porto l’iniziativa del Cmf Viarago come punto di riferimento per l’operazione bonifica e commercializzazione degli schianti nei boschi compresi nel perimetro dell’ente...



PERGINE. Sta andando in porto l’iniziativa del Cmf Viarago come punto di riferimento per l’operazione bonifica e commercializzazione degli schianti nei boschi compresi nel perimetro dell’ente agricolo. La proposta era stata lanciata dal direttivo del Cmf all’indomani dell’evento di fine ottobre che nella zona dei Masi Alti fino al Monte Calvo aveva distrutto migliaia di ettari di bosco. Con Luigi Sittoni (presidente del Cmf) e Alex Beber (segretario) era stato illustrato subito (d’intesa con la Forestale) il progetto pilota (è il primo nella fattispecie in Trentino) con il Cmf capofila per gestire le conseguenze dell’evento calamitoso. L’altra sera in teatro a Viarago, davanti a un centinaio di soci, è stato illustrato il risultato dell’iniziativa.

Ai soci danneggiati è stato illustrato dal segretario Alex Beber (e poi sottoposto per la firma) un contratto per dare mandato al Cmf di gestire la bonifica. Le prime firme di proprietari hanno riguardato 22 dei 59 ettari interessati al disastro ambientale. Per gli altri, saranno organizzati altri incontri o comunque saranno contattati in modo da ampliare la consistenza degli schianti da portare via dalle aree e commercializzare. Il Cmf con in mano il mandato provvederà per conto dei soci richiedenti a contattare le aziende che poi interverranno nei boschi per lavorare e recuperare il legname, ripulire le aree dalle ramaglie e dai ceppi, ma curerà anche l’aspetto della commercializzazione. L’ammontare del ricavato (detratte eventuali spese sostenute dal Cmf) sarà suddiviso e versato direttamente dall’azienda ai proprietari coinvolti secondo la superficie posseduta. Il Cmf, è stato affermato, non può contabilizzare l’operazione, ma solo fare da tramite.

Per la zona Masi Alti – Monte Calvo si parla di un unico comparto: una quarantina di privati proprietari, 8.600 mc di schianti di abete rosso, larice, pino silvestre e faggio.

Potranno aderire al progetto (solo per danni al bosco) anche altri proprietari evitando azioni singole per non cadere in speculazioni. (r.g.)













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