Pergolese ancora senza la rete fognaria 

Madruzzo, l’Agenzia provinciale per le opere pubbliche deve ultimare l’assegnazione degli appalti



MADRUZZO. Dopo l’approvazione consiliare nel novembre 2016 della convenzione fra Comune e Provincia con la quale si affidava all’Agenzia provinciale per le opere pubbliche e Trentino Network srl la realizzazione della rete fognaria di Pergolese, sembrava che i lavori dovessero iniziare a breve. A tutt’oggi, al di là della stazione di sollevamento, deve essere ancora ultimata – come ha precisato il sindaco Bortoli nel consiglio di alcuni giorni fa – l’assegnazione dell’appalto delle opere. Va precisato che erano state completate dall’ ex Comune di Lasino le procedure relative sia alla progettazione esecutiva sia al finanziamento dell’opera per circa un milione e mezzo di euro, a cui vennero aggiunti dalla Provincia ulteriori 500.000 euro per la realizzazione della stazione di sollevamento fognaria ed allacciamento al collettore principale di fognatura nera per l’abitato di Pergolese. Quest’ultimo importo derivava dall’assegnazione dello Stato alla Provincia in esecuzione dell’accodo di programma/quadro per l’attuazione del piano straordinario di tutela e gestione della risorsa idrica col Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica e il Ministero dell’ambiente, della Tutela del Territorio. Al fine di perfezionare tale intesa l’amministrazione comunale di Lasino dovette rinunciare all’esecuzione diretta dei lavori, che in tal modo vennero assunti dalla Provincia. I tempi poi si allungarono a causa del processo di fusione nel nuovo comune di Madruzzo.

A fronte del fatto che da quasi un ventennio attraversa il territorio di Pergolese il collettore fognario provinciale, che da Sarche porta i reflui al depuratore del lago di Cavedine, s’iniziò a programmare la realizzazione della fognatura da parte dell’amministrazione di Lasino verso i primi anni Duemila; il progetto preliminare prevedeva una spesa di 3 milioni di euro, ma rimase chiuso in un cassetto. La questione venne ripresa dalla nuova amministrazione di Lasino, insediatasi nel maggio 2010 come una priorità assoluta da portare a termine entro la consigliatura. Però le insidie stavano dietro l’angolo: in primo luogo la questione finanziamento, che avrebbe dovuto trovare riscontro nell’impostazione programmatica del Fut, il Fondo unico territoriale, gestito dalle comunità di valle, che, ideato per le priorità infrastrutturali d’ambito valligiano, in valle dei Laghi rimase vittima dei particolarismi; in altre parole si preferì spartire la torta dei circa 5 milioni di euro fra i 6 comuni in base al numero degli abitanti. A Lasino toccarono 800.000 euro a cui si aggiunsero altri 700.000 di risorse proprie, comunque del tutto insufficienti per realizzare l’opera. Era quindi inevitabile suddividerla in 2 lotti strutturali. E qui l’altro impasse, sollevato dall’allora minoranza che sostenne la necessità del lotto unico tentando di rinviare il tutto a tempi migliori. Il tempo però, come si suol dire, è galantuomo per gli strani scherzi della “politica” anche locale: a quel consigliere di minoranza che allora sosteneva il lotto unico ora che è assessore del Comune di Madruzzo vanno bene i due o più lotti.(m.b.)













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