Il calore del Natale a Faedo Santa Massenza e Calavino 

Le iniziative delle rispettive Pro loco, realizzate grazie al lavoro di tanti volontari Il presidente provinciale Faes: ma la burocrazia sta diventando davvero troppa

di Daniele Erler

ROTALIANA E VALLE DEI LAGHI . C’è un paese, Santa Massenza in Valle dei Laghi, che fa 140 abitanti, ma che a dicembre ospita fra i 500 e i 600 visitatori ogni weekend. Ce n’è un altro, Faedo che è abbarbicato fra la Rotaliana e la val di Cembra, dove viene allestito il presepe più grande del Trentino, dato che ogni avvolto e ogni cantina si trasforma in una sorta di set naturale, animato da statue che si muovono, simulando gli antichi mestieri. E c’è infine un altro paese - Calavino, ancora in Valle dei Laghi - che trasforma un antico rione, dove c’era il mulino, in un presepe vivente. Che quest’anno, in un’occasione speciale (il 26 dicembre), avrà i bambini come figuranti. Non c’è solo la stessa identica atmosfera natalizia a unire queste tre iniziative, tutte pensate in piccoli paesi del Trentino. C’è soprattutto l’impegno delle Pro loco: dei volontari che decidono di investire il loro tempo libero a favore del territorio. Ma non è facile, spiega Enrico Faes che è presidente sia della Federazione provinciale delle Pro loco sia di quella di Calavino: «C’è tanta burocrazia da seguire: le istituzioni dovrebbero trovare una formula per alleggerire questo peso. Ogni anno da Santa Massenza mi portano cinque chilogrammi di carta: che è tutta la documentazione necessaria per portare avanti il loro evento».

“Vite di Luce” a Santa Massenza. L’evento in questione si chiama “Vite di luce”. «È nato dieci anni fa, quando per questioni logistiche non potevamo più fare il mercatino di Natale a Castel Toblino - dice Matteo Stefani, vicepresidente della Pro loco - allora abbiamo deciso di fare qualcosa di nuovo, non solo un altro mercatino, ma un evento che coinvolgesse tutta Santa Massenza». Il nome “Vite di luce” mette insieme la promozione per i prodotti locali - la vite e la grappa in particolare - e la luce della centrale idroelettrica. In dieci anni l’evento si è ampliato nell’offerta, anche con iniziative totalmente nuove: come quest’anno “Vino e vinile” (una passeggiata in musica) e “Ciocograp” (una degustazione di grappe e cioccolato). Ma il momento clou rimane “La notte degli alambicchi accesi”, dal 7 al 9 dicembre, una rappresentazione teatrale itinerante alla scoperta delle antiche distillerie.

Faedo, il paese del presepe. Per un intero mese - dal 2 dicembre al 6 gennaio - Faedo diventa invece il paese del più grande presepe del Trentino: con 70 statue a grandezza naturale, disseminate negli avvolti, nei portici e nelle cantine del paese. «Il progetto è nato due anni fa - spiega Stefano Fontana, presidente della Pro loco - e l’obiettivo era di valorizzare il nostro paese e le tradizioni trentine». Fra tanti eventi collaterali, il più importante è la “Canta della stella”, il 5 gennaio dalle 17: un lungo corteo con re magi, figuranti e animali.

Il presepe al mulino. Dopo un anno di pausa, torna anche il presepe vivente di Calavino, in tre appuntamenti: il 26 e il 30 dicembre e il 6 gennaio. «Un’occasione - dice Michele Bortoli, sindaco di Madruzzo - per rivitalizzare l’antico maso che abbiamo sistemato con alcuni lavori e con l’illuminazione». La novità di quest’anno è che per la prima volta, il 26, ci sarà una rappresentazione fatta dai soli bambini. «È un esperimento - dice Faes - ma loro sono i volontari del futuro. Per noi era importante riuscire a coinvolgerli».

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