IL CASO

Già 160 mila persone vogliono che Miro sia liberato. E il caso approda in tv

Il cane sequestrato a Roveré della Luna è ospite di un canile a Rovereto. Non lontano l'obiettivo della petizione diretta al Tribunale del Riesame: raggiungere 200 mila firme. Intanto ne parla anche "La Vita in diretta" su RaiUno

L'accusa: abbaia troppo

L'appello di Brambilla

ROVERE' DELLA LUNA. Sono arrivate a quota 160 mila, non lontano dall'obbiettivo di 200 mila, le firme in calce alla petizione "FreeMiro", lanciata da Eva Munter, che l'ha diretta al Tribunale del Riesame di Trento.

Miro è un pastore maremmano "accusato" di disturbare i vicini con i suoi latrati. L'animale era stato prelevato dai carabinieri a Roveré della Luna, presso l'abitazione dell'anziana padrona, il 22 marzo, e sottoposto a "sequestro preventivo": è stato poi affidato a un canile di Rovereto dove si trova ora. 

Del caso ha parlato anche "La Vita in diretta" su RaiUno, oggi pomeriggio, martedì 3 aprile.

Ecco il testo della petizione promossa da Eva Munter sulla piattaforma change.org.

"Uomini e cani sono insieme dalla notte dei tempi. Potrei raccontare milioni di storie di questo legame antico e profondo, partendo da quella di Argo e della sua attesa tenace e testarda, tanto da essere l’unico a riconoscere il suo padrone dopo vent'anni, donandogli un ultimo saluto affettuoso; le storie di Fido, Hachiko, Greyfriars Bobby e Shep, tutti emblemi di fedeltà e affetto inossidabili. Ci sono talmente tante storie in ballo, storie famose o che non vengono raccontate, che ripercorrere questa amicizia lunga 15.000 anni per intero è impossibile. I cani ancora oggi ci insegnano qualcosa che va oltre la nostra comprensione, non è solo una questione di amore incondizionato e fedeltà, è un rapporto speciale, un legame che giorno dopo giorno ci ricorda la nostra parte migliore.

Proverò a raccontarvi la mia di storia. Il 22 marzo Miro, il mio cane, è stato prelevato dai Carabinieri, sequestrato e portato in un canile (Pan Ente Provinciale Protezione Animali E Ambiente a Rovereto -TN-) perchè accusato da un vicino di abbaiare. Miro è un pastore abruzzese di circa tre anni, che viveva a Roverè della Luna, un piccolo paese in provincia di Trento, in una casa con giardino. E' bastato che una sola persona dichiarasse che il cane abbaiava per dar via a questa assurdo provvedimento, nonostante il resto del vicinato non avesse lamentato rumori molesti o fastidio, anche con le finestre aperte.

Più volte le Forze dell'Ordine sono accorse sul posto in seguito alle chiamate del mio vicino e tutte le volte hanno constatato che Miro non stava abbaiando. Nonostante questo la vicenda è andata avanti con due querele, trasformate poi in due decreti penali di condanna, per l'abbaiare del cane che non permetterebbe loro di dormire. Un'accusa infondata, dal momento che il cane di notte viene fatto entrare in casa, proprio per evitare ogni possibile disturbo. Ora è chiuso in uno spazio ristretto, senza la sua famiglia e lontano da chi lo ama. Questo è il provvedimento preventivo richiesto dal suddeto vicino che si definisce "amante degli animali", in attesa che la situazione si chiarisca. Ma per farlo si dovrà attendere il processo dibattimentale in Tribunale a Trento che è fissato per fine aprile. Miro non può stare rinchiuso in un canile. Miro fa parte della mia famiglia. E’ amato, protetto, felice. Ha una casa e un grande giardino in cui correre e giocare. Miro ci è stato portato via, ci è stato tolto come se fosse un oggetto e non una creatura vivente con sentimenti ed emozioni.

Gli unici sequestri di cani dei quali ho trovato notizia sono stati emanati per proteggere i cani stessi da padroni negligenti o violenti. L’unico effetto di questo provvedimento, invece, è quello di danneggiare Miro e di farci soffrire. Chiedo quindi, per favore, di sospendere questa istanza di sequestro e di permetterci di affrontare il processo in corso fianco a fianco dell’animale che da anni è entrato nel mirino del querelante. Grazie Eva Munter".