IL CASO

Cane sequestrato a Roveré della Luna, appello di Brambilla

Per la presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente, l'abbaiare "non si può considerare disturbo della quiete pubblica, se non supera la normale tollerabilità".

La vicenda: Miro disturba le notti dei vicini



ROVERE' DELLA LUNA. «Aderisco anch'io alla petizione perché sia liberato il cane Miro, reo di abbaiare troppo e troppo forte. Innanzitutto perché un cane non si può sequestrare come fosse un oggetto qualsiasi (soffre confinato in una gabbia, lontano dalla sua casa e dalla sua famiglia) e perché questioni del genere vanno risolte con ragionevolezza, buon senso, rispetto e tolleranza reciproca». Lo afferma Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente, commentando la notizia del cane allontanato nei giorni scorsi dall'abitazione dei proprietari, a Roveré della Luna, perché accusato di «disturbo alla quiete pubblica».

Sulla piattaforma change.org, viene evidenziato, oltre 117.000 firme, non solo di cittadini italiani, chiedono al Tribunale del Riesame di revocare il provvedimento. «L'abbaiare di un cane o il miagolare di un gatto - osserva Brambilla - fanno parte delle normali caratteristiche etologiche delle loro specie e non si possono considerare, di per sé, causa di disturbo della quiete pubblica, se non superano la "normale tollerabilità". Un'espressione che il legislatore ha voluto generica, proprio per riferirsi alla "media sensibilità" delle persone (non una sola) che vivono dove i rumori "fastidiosi" sono percepiti».

«Peraltro le fonti di rumore, anche in una zona rurale, possono essere molte, quasi tutte di origine umana. Certo è che l'allontanamento coatto pregiudica il benessere dell'animale: perciò, in un mio progetto di legge (Ac 19), propongo che in casi del genere non sia mai consentito. La mia solidarietà ai proprietari di Miro. Spero che possano presto riportarlo a casa».













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