IL DELITTO DI MERANO

La confessione di Beutel: «Ho ucciso la mia Alexandra per gelosia»

Il trentottenne austriaco avrebbe confessato, fornendo lo sconcertante motivo della sua furia omicida

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MERANO. Nelle ore passate al commissariato di Merano, Johannes Beutel avrebbe già ammesso le proprie responsabilità, ammettendo d’aver ucciso la moglie, Alexandra Riffeser, e spiegando anche d’aver agito mosso dalla gelosia.

L’uomo, forse, temeva che la crisi profonda in cui annaspava da qualche tempo la relazione con Alexandra fosse imputabile alla presenza di qualcun altro. Una paura che, purtroppo, come raccontano le cronache, muove quasi sempre la mano dei femminicidi, incapaci di accettare la scelta della loro partner di mettere fine alla storia.

Spesso, questi uomini, che non riescono a compiere un’analisi lucida della situazione e nemmeno a prendersi le proprie responsabilità, scaricano le colpe sulle compagne, attribuendo loro vere o (quasi sempre) solo presunte relazioni con altri uomini. Anche Beutel, insomma, potrebbe essere rimasto schiacciato da questa egoistica paura, arrivando a uccidere in maniera selvaggia la madre dei suoi figli, che in pochi istanti si sono trovati orfani di entrambi i genitori.

Una tragedia che ancora ieri i vicini faticavano ad inquadrare a pieno, addolorati e increduli. Un omicidio efferato che si era consumato a pochi metri dalle loro case, in quell’angolo di pace e tranquillità. In pochi, per non dire nessuno, aveva voglia di parlare: qualcuno ha opposto un gentile rifiuto, qualcuno ha addirittura raccontato di non conoscere la famiglia Riffeser per paura di dire qualcosa di sbagliato. Una donna, però, ha detto una frase che spiega bene quei silenzi: «Siamo abituati a vedere certe cose in altri luoghi, ma stavolta sono accadute qui...».