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Inceneritore in Trentino, 11 associazioni dicono no: «Aumentare il trattamento meccanico-biologico del residuo»

Da Legambiente a Italia Nostra, il fronte contrario all’impianto previsto dalla Provincia



TRENTO.  "L'inceneritore è completamente in contrasto con le linee guida dell'Unione europea, che lo definisce solo un 'male minore' rispetto alla discarica". Così Giuliana Speranza di Legambiente del Trentino ha espresso l'idea delle undici associazioni trentine che chiedono di "sgonfiare la bolla inceneritore/gassificatore" proposto nel quinto aggiornamento del piano per la gestione dei rifiuti della Provincia.

 "Vogliamo capire perché siamo arrivati a questo punto, con la proposta di un inceneritore. Se arrivasse una risposta, questo aiuterebbe i cittadini ad avere più fiducia in chi ci governa", ha detto Pietro Zanotti di associazione Ledro Inselberg. "Nella scorsa legislatura Mario Tonina era in maggioranza ed era anche presidente della terza commissione, che si occupa di ambiente e di rifiuti. Mi auguro quindi che una risposta legittima arrivi", ha aggiunto Salvatore Ferrari di Italia Nostra.

I portavoce delle associazioni hanno chiesto di incrementare il trattamento meccanico-biologico (Tmb) dei rifiuti indifferenziati, che permette di separare la parte umida da quella secca. "Ci stanno dicendo che le discariche sono sature, ma alla stazione Tmb di Rovereto sono state conferite solo 16.000 tonnellate di rifiuto. E il Trentino, secondo il rapporto 'Monitor - Rifiuti 2020' di Unione europea, Governance e capacità istituzionale e Agenzia per la coesione territoriale, è all'ultimo posto in Italia per il Tmb, che serve anche ad aumentare la qualità dei rifiuti e diminuirne la quantità", ha concluso Zanotti. 













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