A Valfloriana è tutto pronto per il carnevale dei Matoci 

Valfloriana. A Valfloriana fervono i preparativi per il carnevale dei “Matoci e degli Arlecchini”, che si colloca a pieno titolo fra i più importanti carnevali arcaici dell’Arco alpino. Quest’anno...



Valfloriana. A Valfloriana fervono i preparativi per il carnevale dei “Matoci e degli Arlecchini”, che si colloca a pieno titolo fra i più importanti carnevali arcaici dell’Arco alpino. Quest’anno tra l’altro si festeggia il 20° anno del Comitato del Carnevale, ora guidato dal forestale Giancarlo Genetin. Un rito propiziatorio antico quello del carnevale dei Matoci e degli Arlecchini che inizierà domani mattina, alle 10, partendo dalla piccola frazione di Sicina e poi giù verso le altre frazioni di Montalbiano, Valle, Casanova e il Villaggio, Barcatta e Casatta.

Tutti aspettano con trepidazione l’arrivo dei Matoci la caratteristica maschera di Valfloriana impersonata solo dai maschi del paese, anche se sono molte per la verità le ragazze e le donne che ambiscono ricoprire questo ruolo. Ma ormai i tempi sono maturi per la liberalizzazione e non mancherà molto che anche le ragazze potranno finalmente indossare il caratteristico facciale di cirmolo del Matocio.

Il carnevale di Valfloriana rappresenta un teatro popolare all’aperto senza ribalta e senza divisione tra esecutori e spettatori: un teatro di tipo modulare senza trama e senza divisione in atti. Ogni singolo momento esprime il tutto della rappresentazione teatrale . Lo spazio scenico tra l’altro è rappresentato dalla stessa struttura rituale comune a molti carnevali tradizionali: la strada, il paese, la piazza e il percorso rituale da frazione a frazione.

Il corteo mascherato comprende come è noto anche i Sonadori, la Bela, il corteo degli Sposi e i Paiaci. I Matoci sono i primi ad arrivare in paese, uno alla volta annunciandosi con un grosso campanaccio (“bronzin”) fissato alla cintura stretta attorno a fianchi.

Il Matocio, come vuole la tradizione si fa largo tra la gente con il suo nodoso bastone ricoperto di nastrini colorati. Ma quando il Matocio entra in paese trova la strada sbarrata da alcuni paesani che lo sottopongono al così detto “contrest”. Una serie di domande bizzarre e strampalate per cercare di capire chi si nasconde sotto quel facciale di cirmolo. E il Matocio con grande abilità e destrezza risponde con arguzia e battute spiritose e sagaci. E dietro ai Matoci arrivano gli Arlecchini a cui spetta il compito di preannunciare il Corteo nuziale eseguendo una serie di piroette a suon di musica tenendo per mano i loro fazzoletti variopinti.

All’imbrunire tutto il corteo mascherato è poi arriverà finalmente nella frazione di Casatta dove i si concluderà la festa con il ballo. L.CH.













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