IMMOBILIARE

Case, prezzi in calo in città e nell'Alto Garda

A livello provinciale i valori massimi sono riscontrati nelle macro aree della Val Rendena, Fiemme e Fassa con 3400 euro al metro quadrato

TRENTO. Il quadro del mercato immobiliare di Trento che emerge dai dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate nell’ambito del Rapporto Immobiliare 2018 è quello di un mercato caratterizzato da un valore congelato o in leggera flessione. Nessuna variazione per Centro Storico, Cristo Re, Lungadige Leopardi, Corso Buonarroti, Muralta, Via Giardini, Via Venezia, Via Cave, Via della Busa, San Donà, Mesiano, Via San Francesco d’Assisi, Corso 3 Novembre, Viale Rovereto, Viale Trieste, Via Grazioli ( zona tribunale), Bolghera, Cimitero, San Giuseppe, Via Pio X°, Ghiaie e le Albere.

In flessione, -3.1%, Via Pietrastretta, Via Malvasia, Via Manzoni, Torre Verde, Torre Vanga, Via Prespositura, Via Rosmini, Stadio, Stazione e Via Segantini; -1,1% per le Laste, Via Pietrastretta e Port’Aquila. Complessivamente l’area urbana nel 2017 ha perso lo 0,4% e preoccupa il fatto che non ci sia nessuna area che registri un incremento dei valori immobiliari. La quotazione più alta è quello della città-area urbana con 3183 euro al metro quadrato; segue la periferia sud con 2460; quella nord con 2325 ed i sobborghi con 2215. Il valore medio del comune di Trento è di 2559 euro con una variazione in negativo dello 0,27%.

Si tratta di dati aggiornati, desunti da nuove procedure di estrazione, selezione e elaborazione dei dati relativi alle compravendite di unità immobiliari. Per quanto riguarda le province di Trento e Bolzano grazie al catasto tavolare è fornito anche il numero di unità immobiliari residenziali, abitazioni e relative pertinenze. Se la quotazione al metro quadro è rimasta ferma, altrettanto non è per le transazioni di compravendita aumentate nel 2017 rispetto al 2016 del 16,2% a livello provinciale e del 17,5 % per il capoluogo, complessivamente le transazioni sono state quasi 7mila.

A livello provinciale i valori massimi sono riscontrati nelle macro aree della Val Rendena, Fiemme e Fassa con 3400 euro al metro quadrato. Anche le valli si caratterizzano per un sostanziale blocco dei valori immobiliari rispetto al 2016. In positivo solo le Giudicarie con un +1,2%; la flessione maggiore riguarda l’Alto Garda e la Val di Ledro con un -0,9%, seguito dalla Vallagarina ( -0,4%), quindi Valle dei Lagni, Val di Non e Sole (-0,3%), Val Di Fiemme e Fassa (0,1%).

Se i valori della periferia Nord perdono l’ 1,1%, in quella sud i valori sono bloccati a quelli del 2016, mentre i sobborghi perdono lo 0,2%. Ravina, il peggiore che perde il 2,6%. La quotazione media più alta è quella di Povo con 2600 euro al metro quadrato, seguito da Martignano, Zell, Cognola e San Vito con 2475. Al Monte Bondone il valore più basso con 1800 euro. Prospettiva diversa da parte dell’Ufficio Studi di Tecnocasa i cui dati sono prettamente commerciali. Nel centro storico il valore dei fabbricati nuovi va dai 3mila ai 5mila euro al metro quadrato, l’usato dai 2 ai 3mila. Flessione per tutta l’area urbana del 10%. Nell’area sud, San Pio X° e Clarina il nuovo viene venduto dai 3 ai 4mila euro e l’usato dai 1800 ai 2200 che è lo stesso valore degli usati della zona Stazione – Cristo Re dove il nuovo viene trattato tra i 3mila e i 3700 euro. Sempre secondo l’Ufficio Studi di Tecnocasa che fornisce anche un focus sugli affitti, la zona collinare varia tra i 2800 e i 3mila euro per il nuovo e tra i 1700 ed i 2mila euro per l’usato. I valori medi delle locazioni sono di 550 euro per i bilocali, i trilocali a partire dai 600-650 euro e i quadrilocali dai 700. L’affitto degli immobili di lusso o centrali, può arrivare anche ad una cifra compresa tra i 1500 ed i 2000 euro