Espropri S.Andrea, la Provincia frena sulla restituzione dei soldi 

Congelato dall’ente pubblico per sei mesi il provvedimento notificato agli ex proprietari dei terreni «Dobbiamo approfondire la vicenda». Stop (per ora) alla richiesta di sospensiva inoltrata al Tar



ARCO. Restituite i soldi. Anzi no. La Provincia ha deciso di fare (per ora) marcia indietro sulla richiesta di restituzione dei soldi pagati (da dieci anni, in alcuni casi di più) a dodici proprietari dei terreni espropriati a S.Andrea per realizzare la nuova viabilità. L’ente pubblico, infatti, si è preso sei mesi di tempo (prorogabili una volta) per approfondire la vicenda sulla quale pende un ricorso al Tar e una richiesta di sospensiva, che proprio alla luce della frenata della Provincia potrebbe essere congelata dai legali dei proprietari, ovvero Gianmarco Zanetti, Paolo Pasolli e Andrea Dalponte. La richiesta di restituzione del denaro già versato nasce dal fatto che non tutte le opere previste dal progetto originario sono state realizzate e quindi non tutto il terreno espropriato è stato utilizzato. Da qui la richiesta della Provincia di riavere i soldi già spesi (si parla di 170mila euro) per i terreni rimasti inutilizzati. A ricevere la lettera sono stati alcuni privati, aziende, ma anche il Comune di Arco: nello specifico Arcofin (2.068 euro), Benaco Costruzioni (41.789), Giacomo Bonora (3.285), Andrea Bresciani (18.800), Rita Prandi (7.123), Comune di Arco (5.387), Immobiliare Trifoglio di Riva (18.146), Giuseppe Santorum (42.410), Maurizio Santorum (14.561), Lino Santorum (14.724), Zf Srl (5.562) e Valter e Tiziano Girardelli (1.945).

Per ricostruire la vicenda bisogna tornare ai primi anni 2000, quando fu avviato l’iter di esproprio dei terreni nell’ambito della realizzazione della circonvallazione Ovest di Riva. Via S.Andrea rientrava nel progetto di potenziamento della viabilità: era prevista una carreggiata più larga (cosa che effettivamente è stata fatta) e una grande rotatoria in corrispondenza del centro commerciale per favorire l’entrata e l’uscita. Tra il 2004 e il 2009 sono state pagate tutte le indennità ai proprietari dei terreni e a dicembre del 2007 la Provincia ha formalizzato con un atto l’esproprio, al quale non è mai seguita l’intavolazione a favore dell’ente pubblico. Nella realtà la rotatoria non è mai stata realizzata e la strada è stata allargata solo in parte rispetto alle previsioni. Una discordanza, rispetto al progetto originale, che è emersa nel corso dei rilievi effettuati nel corso del 2014. Da qui la determinazione dell’11 agosto scorso del dirigente del Servizio gestioni patrimoniali della Provincia, Gianfranco Brigadoi, con la quale vengono ricalcolate le indennità alla luce dei rilievi effettuati. A questa determinazione ne è seguita una seconda, il 29 settembre, con la quale si chiedeva il pagamento entro trenta giorni. Entrambi i provvedimenti sono stati impugnati al Tar.

Ora la brusca frenata della Provincia che ritiene “necessario rivedere l’operato... ed effettuare opportuni approfondimenti in ordine alla possibilità di ridurre le superfici oggetto di esproprio”. (g.f.p.)













Scuola & Ricerca

In primo piano