L’allarme

Agriturismi del Trentino in crisi: “Siamo ad un punto di non ritorno”

Il presidente dell'associazione, Manuel Cosile nostre cantine sono piene di prodotti trasformati e freschi che stanno scadendo



TRENTO - "Il mondo agrituristico è ormai a un punto di non ritorno: il fatto che gli agriturismi abbiano attività agricola, oltre a quella di accoglienza e ristorazione, decuplica le difficoltà in questo periodo. Anche le possibilità di asporto e consegna a domicilio, per la nostra categoria sono poco utilizzabili".

Lo dice, in una nota, il presidente dell'associazione degli Agriturismi Trentini Manuel Cosi. "Il sistema a zone colorate adottato dal Governo è fortemente penalizzante per tante vallate che vivono di turismo di prossimità dalle vicine provincie venete e lombarde. Le nostre cantine sono piene di prodotti trasformati e freschi che stanno scadendo, perché manca la distribuzione e vendita che si faceva direttamente o attraverso le attività di ristorazione; e abbiamo costi elevati per il mantenimento di animali, mentre la presenza di bestiame nelle stalle rischia di creare difficoltà nei rapporti Uba/ettaro, con conseguente penalizzazione o perdita anche di aiuti della Pac", conclude Cosi. 













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