MIGRANTI

"Adotta uno studente", la campagna di UniTn in favore dei richiedenti asilo

Un'opportunità per iniziare o proseguire gli studi a condizioni agevolate



TRENTO. Si chiama "Adotta uno studente" ed è la nuova campagna che l'università di Trento lancia per dare ai richiedenti asilo politico in Trentino la possibilità di iniziare o di proseguire gli studi a condizioni agevolate. Il progetto, nell'ambito di un protocollo d'intesa tra l'ateneo e la Provincia autonoma di Trento, mira a raccogliere donazioni, anche di piccolo importo, dalla comunità universitaria e, più in generale, dalla cittadinanza.

L'iniziativa nata su sollecitazione di studenti e docenti, è stata presentata in rettorato, con il rettore Paolo Collini e la prorettrice alle politiche di equità e diversità, Barbara Poggio. Destinatari delle donazioni saranno 5 studenti o studentesse - selezionati dal Cinformi (Centro informativo per l'immigrazione della Provincia) e già inseriti nei progetti di accoglienza del territorio - che ogni anno e fino a luglio 2021 inizieranno o proseguiranno gli studi all'università di Trento a condizioni agevolate. Al momento altri 7 studenti sono già nel progetto.

«Queste persone hanno maggiori difficoltà ad organizzarsi in un sistema di vita strutturato e complesso, anche a causa delle differenze culturali e delle barriere linguistiche che con grande sforzo provano ad abbattere» spiega la prorettrice Barbara Poggio. «Difficoltà che sono accresciute - aggiunge - in relazione all'impegno richiesto anche per lo studio. Partendo da una situazione di svantaggio dal punto di vista scolastico, culturale e sociale, viene richiesto loro un sacrificio maggiore rispetto agli altri studenti. Questa situazione rende difficile immaginare per queste persone un'attività lavorativa continuativa, idonea a ottenere l'autosufficienza con gli impegni di studio che comportano la frequenza dei corsi e la preparazione degli esami universitari. Alcuni studenti hanno, infatti, provato a svolgere attività lavorativa al di fuori dell'Università, ma ciò ha compromesso, in alcuni casi in maniera irreparabile, gli studi. Abbiamo invece riscontrato che laddove sussiste una minima tranquillità economica, e di conseguenza personale, anche il rendimento nello studio è superiore. Lo sforzo profuso nello studio ha infatti permesso ad alcuni di loro di ottenere risultati significativi, anche in termini di votazioni conseguite». 













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