Gli Europei in novembre o  nel 2021: oggi l’Uefa decide 

Emergenza Coronavirus. Il governo continentale del calcio chiamato a pronunciarsi anche  sul format di Champions ed Europa League. Tokyo 2020: il Cio fa il punto con le federazioni



Roma. Le ambizioni di oltre diecimila atleti e un giro d’affari da diversi miliardi di euro. C’è anche questo sul tavolo del Cio e della Uefa, chiamati a definire il futuro delle Olimpiadi e dell’Europeo di calcio, decisioni cruciali per il mondo dello sport, sconvolto inevitabilmente dalla pandemia di coronavirus che sta causando morti ormai in tutto il pianeta. È la stretta finale. Il primo rebus verrà risolto oggi, quando la Uefa annuncerà il rinvio dell’Europeo, da giugno a novembre o, più probabilmente, al 2021, facendo scivolare la Coppa del mondo Fifa. Lo dirà il presidente Aleksander Ceferin, dopo la riunione (alle 10) con tutte le 55 federazioni, l’Eca (l’associazione dei grandi club guidata dal presidente della Juventus, Andrea Agnelli), l’European Leagues, che rappresenta le leghe, e la Fifpro, ossia i calciatori. Agnelli ha presentato in assemblea di Lega gli scenari possibili. La Uefa potrebbe concedere di concludere i campionati nazionali oltre il 30 giugno, quando la stagione finisce. Non a caso in Inghilterra si sta già valutando l’ipotesi di avvalersi dei contratti temporanei per i calciatori in scadenza. Un altro problema è chi pagherà il conto dello slittamento. Un’ipotesi è che la Uefa chieda alle leghe di partecipare ai costi con qualche decina di milioni. A differenza della Liga spagnola, in Serie A c’è forte contrarietà, i presidenti si chiedono come mai a Nyon non attingano dal proprio fondo rischi.

Le coppe europee

Queste criticità saranno affrontate oggi, come il format delle coppe europee, sempre che possano riprendere a maggio. La soluzione più quotata è una formula accorciata, con il completamento degli ottavi di finale di Champions League, i quarti in gara secca e una final four con le semifinaliste a Istanbul. Stesso format per l’Europa League, nella quale verrebbero recuperati con gara secca in campo neutro gli ottavi di Inter e Roma e la finale a quattro si disputerebbe a Danzica.

La partita Olimpiadi

Per decidere invece su Tokyo 2020, in programma dal 24 luglio, «una deadline potrebbe essere il mese di giugno», secondo il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che non si spiega come l’emergenza coronavirus finora non avesse fermato il preolimpico di pugilato a Londra, fermato poi in serata. «Bisogna vedere come stanno le cose da qui a 60 giorni, al di là che il Cio stia preparando o meno un piano B», ha aggiunto il presidente del Coni. Qualche indicazione sul destino dei Giochi potrebbe arrivare sempre nella giornata di oggi quando il presidente del Cio, Thomas Bach, farà il punto sulla situazione in videoconferenza con i rappresentanti delle federazioni sportive internazionali. Aspettano notizie con ansia migliaia di atleti, nonché gli sponsor e i broadcaster, protagonisti di una partita commerciale da miliardi di euro.















Scuola & Ricerca

In primo piano