Ciclismo

Giro della Bolghera con un motivo in più

108esima edizione in memoria di Silvano Zoccante, recentemente scomparso: cercasi l’erede di Trentin e Leonardi


di Maurizio Di Giangiacomo


TRENTO. «Nel 1986, quando assumemmo l’organizzazione del Giro della Bolghera, alla vigilia avevamo 12 iscritti. Chiamai Francesco Moser per chiedergli aiuto e lui si rivolse a Davide Boifava, direttore sportivo della Carrera, che aveva anche una squadra dilettanti – ricorda Giuseppe Zoccante, presidente del Club Ciclistico Francesco Moser – Li aveva già iscritti ad un’altra gara, ma li spostò sulla nostra. Partimmo in 34. Oggi sono le squadre di tutta Italia, e non solo, a cercarci per prendere parte alla nostra corsa e abbiamo quasi 350 partenti tra Allievi, Juniores e Dilettanti».

Come sempre è il passato a dare una dimensione al presente. Specie quello del Giro della Bolghera - Trofeo Italo Garbari per Under 23 ed Élite, in programma domenica, assieme al Trofeo Martiri Trentini - Coppa Mario Stofella per Juniores ed alla Coppa Luca De Boni - Trofeo Enzo Moser per Allievi, a partire dalle 9.30, sul tradizionale circuito cittadino di Trento, con arrivo in via Vicenza. Giro della Bolghera che quest’anno ha un motivo in più per andare orgoglioso della sua storia e una memoria in più da onorare, quella di uno dei motori della sua premiatissima macchina organizzativa, Silvano Zoccante, mancato poche settimane fa. La presentazione – andata in scena nella sede della Cassa Rurale di Trento, alla presenza del vicepresidente dell’istituto di credito Italo Stenico, del senatore Franco Panizza, del vicepresidente del consiglio regionale Lorenzo Ossanna, dell’assessore comunale Tiziano Uez, della presidentessa del Coni trentino Paola Mora, della consigliera nazionale della Federciclismo Elena Valentini e della direttrice dell’Apt di Trento Elda Verones – è così un po’ mutata in celebrazione laica. Della memoria di Silvano ma anche di un certo modo di fare ciclismo messo in pericolo dalla crisi economica e da certi eccessi della modernità. Ne sanno qualcosa gli organizzatori del Giro del Trentino oggi Tour of the Alps, «che senza la passione generata dal Giro della Bolghera non sarebbe nato», ha detto il presidente Giacomo Santini, gradito ospite. Per fortuna Giuseppe Zoccante, superato «lo schiaffo della morte di Silvano», ha trovato la forza per tornare sull’ammiraglia principale del Giro della Bolghera, per un’altra edizione da vivere nella speranza che un trentino riverdisca i fasti di Gianluca Leonardi (2013) e del più illustre Matteo Trentin (2011), ultimi due profeti in patria della nostra Milano - Sanremo, quest’anno valida pure come campionato provinciale della categoria.

Merito anche delle decine di volontari che lo stesso Zoccante ha riunito a pranzo dopo la presentazione in un ristorante del centro. Tra un bicchiere e l’altro, un florilegio di aneddoti e una promessa: lunga vita al Giro della Bolgera, almeno fino al 2019, quando Zoccante passerà la mano alla Forti e Veloci dell’amico Silvano Dusevich.

Twitter: @mauridigiangiac

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