Basket Serie A

Flaccadori, giovane Aquila: «Possiamo battere chiunque»

La guardia di Trento ha conquistato per il secondo anno consecutivo il titolo di miglior Under 22 del campionato


di Sergio Zanella


TRENTO. Diego Flaccadori serve il bis, conquistando anche nella stagione 2016/17 il titolo di miglior Under 22 della Lega. Il titolo, che fa il paio con quello conquistato 12 mesi or sono, certifica la continua crescita del nativo di Cenate Sopra, che ora, dopo il bel successo contro Avellino, suona la carica in vista dei playoff ormai alle porte.

Diego Flaccadori, emozionato per il riconoscimento?

Sono molto soddisfatto, conquistarlo è difficile già una volta sola, confermarsi per due anni consecutivi lo è ancor di più. Vivo questo premio come un riconoscimento degli sforzi fatti in questi ultimi 12 mesi, in cui ho faticato tanto per ritagliarmi un ruolo importante in una squadra come Trento. I 22 minuti e i 9 punti di media assumono maggiore valore se rapportati al contesto in cui mi trovo: una squadra forte, ben organizzata e che da tre anni consecutivi è saldamente piazzata nell’élite del basket italiano.

Dietro alla rimonta di Trento nel girone di ritorno c’è anche il suo importante contributo. Ci descriva la stagione della sua Dolomiti Energia.

Nel complesso è stato un anno particolarmente positivo, anche se, e questo non lo dimentichiamo, sono state tante le difficoltà incontrate nel girone d’andata. Ci mancava forse un po’ di chimica, cosa che, dopo l’arrivo di Sutton e Marble, abbiamo acquisito, dimostrando di sapercela giocare con ogni avversaria. Negli ultimi mesi siamo stati più forti anche della sfortuna.

Dove può arrivare questa Trento nella post season?

Ovunque, anche se non dobbiamo dimenticarci che non siamo certo i favoriti per lo scudetto. La serie contro Sassari è equilibratissima: noi avremo il fattore campo dalla nostra parte, ma loro hanno rotazioni più lunghe. Sarà importante essere sempre concentrati, perché in una serie al meglio delle 5 gare si fa presto a disfare quanto di buono fatto negli ultimi mesi.

Cosa teme di più di Sassari?

Il Banco di Sardegna, come peraltro Trento, è una squadra diversissima rispetto a quella che incontrammo due anni fa. Ora hanno meno punte di diamante ma hanno un miglior sistema di gioco, con tanti giocatori pericolosi. Tra tutti penso che Lacey possa essere la loro arma in più, anche se bisogna capire come avrà recuperato dall’infortunio che l'ha tenuto ai box nelle ultime settimane.

Trento cosa deve fare per passare il turno?

Rimanere concentrata e imporre sempre il suo ritmo. Sappiamo che sul piano dell’intensità e della fisicità ogni avversario potrebbe pagare dazio.

Non teme invece che Trento possa avere rotazioni troppo corte?

Il fatto di giocare ogni 48 ore non ci spaventa: siamo tutti fisicamente al top e siamo pronti alla battaglia.

Torniamo a lei, cosa si aspetta dalla prossima estate tra draft e Nazionale?

La mia candidatura al draft va vista come un processo di crescita: so di non essere ancora pronto per l’Nba, ma far circolare il mio nome tra gli addetti ai lavori non costa nulla. Ora penso e ai playoff con Trento, poi proverò a ritagliarmi uno spazio in Nazionale, anche se sarà difficilissimo.

Dove si immagina il prossimo anno? Ci sono tante sirene europee su di lei.

Ripeto, per ora penso ai playoff, ne parleremo tra qualche mese. Ho ancora due anni di contratto a Trento e qui mi trovo davvero bene.

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