Bestemmie in campo, l’Ozolo paga (ma poco)

Calcio. Per la società solandra delle Maddalene c’è la sconfitta a tavolino ma per i tesserati solo sanzioni all’acqua di rose


di Daniele Loss


TRENTO. La sconfitta a tavolino, come era facilissimo prevedere, è arrivata ieri: il Giudice Sportivo, che altrimenti non poteva fare, ha decretato lo 0 a 3 a tavolino a danni dell'Ozolo Maddalene. Per i tesserati della società solandra coinvolti direttamente nella vicenda, ovvero i cinque giocatori espulsi dal campo, il sesto espulso dalla panchina, la dirigente accompagnatrice e il tecnico allontanati, le sanzioni sono state minime, segno tangibile che nessuno di essi ha perso la testa dopo essere stato cacciato dal terreno di gioco. Riepilogando: il tecnico Daniel Fellin è stato stoppato sino al 26 dicembre, la dirigente Martina Inama fermata sino a 19 dicembre, Michele Urmacher (che è il direttore sportivo, ma domenica era in lista come calciatore) e Mirko Rizzi sono stati squalificati per due giornate, mentre Simone Martini, Filippo Zanotelli, Nicola Martinelli e Christian Soranzo dovranno saltare solamente la prima partita del girone di ritorno. Fanno sorridere le sanzioni comminate a tecnico e dirigente che, di fatto, non salteranno alcuna gara visto che il campionato di Seconda Categoria riprenderà solamente a marzo, quando le squalifiche saranno abbondantemente scontate.

L'Ozolo Maddalene non presenterà ricorso (anche perché le possibilità che la decisione venga ribaltata dalla Commissione Disciplinare Territoriale sono nulle: non c'è stato alcun errore tecnico da parte del direttore di gara) e nei giorni scorsi è arrivato anche l'intervento “a gamba tesa” (tanto per utilizzare un'espressione molto calcistica) di Maria Floretta, sindaco di Cloz che si è espressa molto duramente riguardo alla vicenda. “Mi sono confrontata con altri sindaci della zona – spiega il primo cittadino di Cloz – e ho espresso al presidente della società Franco Zadra il nostro pensiero: quello è che è accaduto domenica scorsa non è accettabile da un punto di vista culturale, punto e basta. Siamo contenti del lavoro sociale e sportivo che l'Ozolo Maddalene sta svolgendo sul territorio, tutti i comuni sono vicini e sostengono attivamente il progetto sportivo della società – senza troppi giri di parole siamo gli “sponsor” principali - ma salire agli onori della cronaca nazionale (la notizia ieri è stata ripresa anche da Repubblica.it ed è stata visualizzata da oltre 2mila utenti) per un fatto di questo tipo ci ha fatto parecchio arrabbiare. Ho detto al presidente Zadra che non deve più succedere che un giocatore dell'Ozolo Maddalene si lasci andare ad una bestemmia mentre si trova sul terreno di gioco e lui si è impegnato per far sì che questo non accada più”. E che nessuno dica al sindaco che le cinque espulsioni dal campo e la conseguente sospensione della partita sono frutto dell'operato di un direttore di gara troppo zelante, che ha deciso di applicare alla lettera il regolamento (dopo che, tra l'altro, aveva esplicitamente comunicato alle due squadre durante l'appello pre partita che avrebbe avuto “tolleranza zero” riguardo alle espressioni blasfeme) dal primo all'ultimo secondo del match. “Perché cambia qualcosa se l'espressione blasfema è urlata o pronunciata con un tono di voce, per così direi, “normale”? - conclude il sindaco Floretta -. E' un problema culturale e l'agonismo di una partita di calcio non giustifica assolutamente il fatto che i giocatori abbiano bestemmiato più volte durante la sfida”.













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