Fugatti “sfida” Roma: niente scuola  online, ristoranti e bar aperti alla sera 

La via trentina al Dpcm sul Covid. In arrivo oggi un’ordinanza che permette ai ristoratori di tenere le serrande alzate sino alle 22 e ai baristi fino alle 20. Il presidente «Da noi non c’è motivo per la didattica a distanza». E si lavora sui protocolli per tenere in funzione gli impianti sciistici


Gianpaolo Tessari


Trento. Il Governo chiude le scuole superiori e abbassa le serrande di ristoranti e bar alla sera. Trento no. La Provincia aveva detto di voler provare a salvare istruzione ed economia in questi durissimi giorni scanditi dalla pandemia e, ieri sera, per la verità in modo abbastanza clamoroso, il governatore Maurizio Fugatti ha fatto sapere che da noi i ragazzi continueranno ad andare a scuola come hanno fatto sino ad ora: quindi niente Dad, didattica a distanza, al 75 per cento alle superiori.

Non basta: oggi (di concerto con Bolzano e con il governatore Arno Kompatscher) Fugatti è pronto a firmare un’ordinanza che permetta ai bar di lavorare sino alle 20 e ai ristoranti sino alle 22 con un protocollo ad hoc. Dunque quella Autonomia che nelle ultime concitate ore aveva provato a trattare con il governo facendo leva sui propri protocolli sanitari, viste le barricate alzate da Roma tira dritto come un treno.

C’è un rischio di impugnativa da parte del govermo ma intanto ristoratori e bar lavorano. E a fianco di Trento, in questo passaggio, c’è anche Bolzano: e non è un segreto che l’Alto Adige, la Svp, possano interloquire con il governo in modo diverso. Bolzano ha una legge sul tema, la Provincia ne farà una a stretto giro.

E per gli impianti da sci? Domani è prevista una conferenza Stato-Regioni incentrata sul tema del turismo:il Trentino ha pronto un protocollo sanitario molto stringente e per evitare code e ammassamenti sono pronte app dedicate, pagamenti on line e tanto altro. Insomma allo sci il Trentino sa di non poter rinunciare ma vuole farlo con i canoni di sicurezza più alti. Su tutti questi temi c’è stata ieri pomeriggio una giunta provinciale straordinaria.

Ma ecco Fugatti: «Sabato noi governatori avevamo preparato un documento per il governo, ma Roma non ha recepito le nostre perplessità sulle chiusure anticipate di alcune attività, bar e ristoranti. La quasi totalità di noi presidenti aveva fatto presente che chiudere alle 18 un ristorante, equivale a farlo chiudere dopo pranzo. E una prospettiva simile per molte aziende vorrebbe dire cessare l’attività. Noi abbiamo ripetuto che se la ristorazione viene fatta in sicurezza a mezzogiorno, con protocolli chiari, non si capisce perché non si possa fare a cena. Le regole ed i distanziamenti ci sono. Abbiano sottolineato i rischi, importanti, per le attività economiche interessate, bar compresi. Ma il governo non ha recepito, se non la stranezza di lasciare lavorare i locali alla domenica. Hanno detto di voler mettere subito in campo il ristoro economico ma segnaliamo che oggi ci sono ancora migliaia di persone che attendono la cassa integrazione...».

Il tema della scuola in presenza : «Dalla lettura del decreto del presidente Conte noi ci sentiamo di dire che le lezioni continuano come sono andate avanti sino ad ora. La Dad non è prevista. Lo voglio dire con chiarezza: ogni scelta viene presa d’intesa con l’Azienda sanitaria, con chi si occupa della prevenzione. Ci affidiamo ai pareri tecnico-scientifici. E ci viene detto che il Trentino può continuare in questo modo. Per quanto riguarda il trasporto scolastico stiamo facendo il massimo in termini di numeri di mezzi. Ora lavoriamo per diminuire in parte la portata degli autobus (si ragiona su un 75 per cento) e garantire la continuità del trasporto».

E lo sci? (Lo ho detto personalmente al ministro Boccia, prevederne ora la chiusura non ci pareva corretto. E nella ultima versione del Dpcm si parla di impianti sciistici aperti per i professionisti e della possibilità di renderli fruibili a tutti con apposite linee guida, quelle su cui stiamo lavorando». Si lavora sul tema dello sport a porte chiuse e non si è messa la parola fine nemmeno su un protocollo per chi volesse allestire un mercatino di Natale. Tutti temi che verranno affrontati nell’ordinanza che Fugatti firmerà già oggi e che, anche con Bolzano al fianco, sembra destinata a scavare un solco profondo con Roma. Vedremo quanto.









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