xf-actors

Xylella, vibrazioni per ridurre il contagio della sputacchina: lo studio arriva da Trento

I risultati sono stati presentati alla conferenza finale del progetto da Sabina Avosani dell’università di Trento 



TRENTO.  Vibrazioni per disturbare l'alimentazione dell'insetto vettore "sputacchina" e così ridurre il contagio da Xylella fastidiosa.

E' l'idea esplorata da un gruppo di ricercatori nell'ambito del progetto Xf-Actors. Secondo i risultati presentati alla conferenza finale del progetto da Sabina Avosani dell'Università di Trento, l'emissione di vibrazioni di una particolare lunghezza d'onda durante il pasto dell'insetto sulle piante può ridurre l'ingestione della linfa, che è il meccanismo con cui la sputacchina acquisisce il batterio dagli ulivi malati e può successivamente trasmetterlo a quelli sani.

Nell'ambito del progetto, lo stesso gruppo di ricercatori ha esaminato e identificato le vibrazioni emesse da esemplari maschi e femmine nell'ambito dell'accoppiamento dell'insetto, suggerendo tecniche di "controllo delle nascite" a basso impatto ambientale. 













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