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Ucciso a fucilate il cervo Bambotto: era la mascotte di Pecol, nel bellunese

L’indignazione degli abitanti: era nato 7 anni fa ed era stato portato dalla mamma sullo zerbino di un'abitazione. Da allora era diventato il simbolo del paese, e lo si poteva incrociare per strada tra le frazioni limitrofe



BELLUNO. Indignazione e tristezza nel borgo dolomitico di Pecol, nel comune di San Tomaso Agordino (Belluno), dopo la morte violenta, per mano di un cacciatore, di "Bambotto", un esemplare di cervo di sette anni che era la 'mascotte' del paese e viveva in simbiosi con la gente.

Il cervo era anche assurto alla notorietà televisiva, grazie alla trasmissione Rai "Linea Bianca". Era noto per affacciarsi alle finestre delle case per nutrirsi e farsi accarezzare.

Sui social, gli animalisti dell’associazione 'Claretta' ricordano che "l'opinione pubblica condanna il gesto senza se e senza ma. Il cacciatore anonimo locale codardo non ci mette nemmeno la faccia. Ma si dice che nel paese tutti sanno chi è l'autore del spregevole gesto".

Bambotto - ricorda un commento di una residente - era nato 7 anni fa a Pecol ed era stato portato dalla mamma sullo zerbino di un'abitazione. Da allora è diventato il cervo di Pecol, e lo si poteva incrociare per strada tra le frazioni limitrofe.

Alcuni cacciatori avrebbero dichiarato di averlo ucciso dopo aver ricevuto segnalazioni, negli ultimi tempi, di una sua presunta aggressività.













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