il caso

Trote del Trentino, il timore di siccità e mancanza d’acqua

A preoccupare anche l’aumento dei tassi di interesse


Carlo Bridi


TRENTO. La troticoltura trentina, nonostante le difficoltà, reagisce e rilancia. Anche se, alla crisi dovuta all’aumento dei costi energetici, ora si somma la drammatica carenza di acqua per la siccità ed il cambiamento climatico. Ieri, l’assemblea annuale di Astro - associazione dei troticoltori trentini - è stata l’occasione per fare il punto. La presidente Barbara Pellegri in apertura della sua relazione ha evidenziato come già da alcuni anni «il comparto sta soffrendo di situazioni sfavorevoli determinate sia da cause climatiche, che di mercato che hanno fortemente complicato la sostenibilità economica delle aziende trentine».

Queste difficoltà hanno aumentato l’impegno degli imprenditori operanti nel settore, che nonostante l’instabilità dei mercati e le preoccupazioni, ora anche per l’aumento dei tassi di interesse, «hanno reagito programmando importanti investimenti che guardano al futuro», è stato detto. Il primo progetto riguarda il perfezionamento della filiera, e prevede un investimento in ricerca e sviluppo di circa 11 milioni di euro, insieme, tra gli altri, all’Università di Bologna e alla Fondazione Mach.

L’obiettivo è sviluppare un sistema circolare in grado di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, con attenzione alla biodiversità e agli ecosistemi. Il secondo progetto - pur ritardato dalla pandemia - prevede invece l’ampliamento dell’attuale capannone industriale, attraverso l’acquisizione di una porzione adiacente che consentirà di agevolare la viabilità dei mezzi pesanti in ingresso e in uscita, ma soprattutto di reperire uno spazio adeguato per realizzare l’impianto di produzione di olio e di farina di pesce.

Una ricerca avviata nel 2021 insieme a un’importante industria farmaceutica e Fondazione Tera ha infatti messo in risalto gli effetti benefici degli Omega 3 contenuti nelle trote Astro, progettando una commercializzazione in capsule molli e in barrette energetiche da destinare ai malati oncologici. Ma qual è la consistenza del settore? Sono 40 imprese ittiche con 70 impianti che sviluppano una produzione lorda vendibile che è passata dai 30.843.450 euro del 2020 ai 30.980.600 euro del 2021, superando abbondantemente i 31.000.000 nel 2022. I dipendenti attuali sono 480 in tutta la provincia.

Nel corso dell’anno il Consorzio ha contabilizzato vendite per un totale di euro 6.920.495 di euro con un incremento del 27,3% rispetto all’anno precedente, la O.P. Astro di euro 7.341.858 con un incremento del 1,24% con un utile di esercizio di euro 50.431 per un totale di fatturato delle due realtà associative che operano al servizio del settore ittico di euro 14.262.353. Nel corso del 2022 - è stato elencato - sono state collocate sul mercato 239 tonnellate di prodotti marchiati IGP su un totale di 658, per una percentuale pari al 36,25% con un incremento del 4,8% rispetto al 2021.

L’aumento dei costi di produzione fra il 21 e il 22 ha sfiorato il 30%. Il 20 giugno 2022, ha ricordato la presidente, «abbiamo ottenuto il riconoscimento ministeriale quale Organizzazione dei Produttori, un importante traguardo che ci ha dato grande soddisfazione visto che le normative europee, nazionali e provinciali favoriscono le aggregazioni per avere maggiore forza sui mercati e per intercettare i fondi previsti al fine di reagire alle sfide poste da cambiamenti climatici».

Nel corso del 2022, è proseguita la riorganizzazione del Consorzio Trentino Piscicoltura e i due soci (Astro e Consorzio di Tutel)a, che ne detengono la proprietà ognuno per il 50%, hanno deciso di chiudere l’attività produttiva. Il Consorzio ha da dicembre un consiglio di amministrazione con Presidente Marco Leonardi. Forte preoccupazione è stata espressa oltre che per l’incremento dei costi di produzione, mitigato da un intervento provinciale di circa 500.000 euro, anche per la forte siccità.

Ringraziando l’Assessore Zanotelli per l’attenzione, la presidente ha affrontato il problema della carenza d’acqua per la quale «dovremmo sicuramente chiedere alla giunta provinciale di derogare, se la situazione di siccità permarrà, ai deflussi minimi vitali per poter ridurre al minimo i danni determinati da questa forte carenza d’acqua». La Provincia autonoma di Trento continuerà a sostenere i progetti di investimento della cooperativa. La conferma è arrivata sia dal dirigente generale del Dipartimento Agricoltura Romano Masè («non mancano le difficoltà, ma se riusciamo a fare sistema sapremo superarle»), sia dall’assessora provinciale Giulia Zanotelli. Infine la presidente e l’assemblea hanno rivolto un ringraziamento al direttore Diego Coller che - nonostante abbia raggiunto l’ età della pensione - ha deciso di rimanere.













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