CAVALESE - progetto della comunità e anffas 

Maggiore autonomia per i disabili 

“Oasi Mamma Emma” favorisce l’emancipazione dei ragazzi



CAVALESE. Il presidente della Comunità Territoriale di Fiemme e il responsabile dei Servizi Sociali della valle hanno incontrato qualche giorno fa le famiglie legate all’associazione Anffas di Cavalese. Giovanni Zanon e Michele Tonini hanno voluto parlare direttamente con i genitori dei ragazzi disabili per presentare loro le iniziative portate avanti in modo sperimentale presso l’Oasi Mamma Emma di Cavalese. Zanon, salutando i presenti, ha sottolineato l’importanza e il valore della collaborazione dei servizi sociali territoriali - rappresentati dalla coordinatrice Michela Zorzi e dall’assistente sociale Elda Dagostin - con il privato sociale, in particolare con Anffas, di cui era presente anche il direttore generale Massimiliano Deflorian.

Il “Progetto Casa”, nato per valorizzare il lascito testamentario della signora Emma March e del marito Mario Vanzo, come evidenziato dettagliatamente da Gianni Rizzi di Anffas nella presentazione grafica, punta a favorire un’esperienza di crescita per le persone con disabilità, con un livello medio-alto di autonomia. Una prima fase sperimentale vede l’accoglienza per i fine settimana di 4/5 utenti, che, accompagnati da un educatore, organizzano il programma delle loro giornate. Oltre ai momenti di gioco e di svago, i ragazzi devono preoccuparsi della gestione della casa, della spesa e della preparazione dei pasti. Questo prevede lo sviluppo di una maggiore autonomia nell’uso del denaro e nella capacità di gestire la quotidianità, anche confrontandosi con gli uffici e le strutture competenti per l’organizzazione del tempo libero.

«Questo progetto è un’importante occasione di crescita per i ragazzi e, contemporaneamente, per le famiglie è una occasione per sperimentare un momento di distacco temporaneo - non sempre facile - così da sviluppare un rapporto maturo ed emancipato con i figli», spiega Tonini. «Questo progetto sperimentale ci permette di dare una risposta innovativa e adeguata ai bisogni delle persone con disabilità, incentivando, dove possibile la loro autonomia. “Oasi Mamma Emma” entra nella filiera dei servizi alle persone con disabilità proponendo un percorso di sostegno e di parziale distacco dal nucleo familiare in una prospettiva di gestione del cosiddetto “dopo di noi”, tema sul quale la Provincia ha deliberato dopo che noi avevamo già attivato questi progetti sperimentali. Si tratta di un tema anche culturale, che necessita di collaborazione e fiducia reciproca tra famiglie, istituzioni e associazioni».

L’obiettivo per il futuro è quello di potenziare il progetto, pensando anche a periodi di permanenza più lunghi di un fine settimana, così da permettere agli utenti di sperimentare una ancora maggiore autonomia.













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