l’accusa era omissione di ufficio 

Non toglie i punti: guardia medica assolta

ALA. Deve essere stata una scena anche divertente da vedere. La guardia medica che si rifiuta di aprire la porta ad una giovane donna che da fuori strepita battendo i pugni e dandole della pazza...

ALA. Deve essere stata una scena anche divertente da vedere. La guardia medica che si rifiuta di aprire la porta ad una giovane donna che da fuori strepita battendo i pugni e dandole della pazza furiosa. La donna chiedeva che la dottoressa desse una occhiata alla ferita al collo per cui sua figlia era stata medicata sei giorni prima al pronto soccorso, dove le avevano dato 5 punti di sutura. La bambina non aveva alcun problema, ma sul foglio di dimissione dal pronto soccorso si consigliava una vista “dal pediatra” a 6/8 giorni di distanza dalla medicazione. I sei giorni scadevano di sabato, e la madre l’ha portata dalla guardia medica. Che sentendosi dire - pare anche con pochissima grazia - “devi togliere i punti” ha risposto che non era di sua competenza, visto che la guardia medica va utilizzata per le questioni urgenti o comunque non rinviabili. E i punti, tra l’altro destinati a riassorbirsi da soli, potevano benissimo aspettare la riapertura del pediatra al lunedì.

È finita che la paziente ha perso la pazienza, ammesso ne avesse quando si era presentata. È uscita ed è tornata con i carabinieri. Davanti ai quali si è ripetuto lo stesso siparietto. Il maresciallo Bau, presente, ha ritenuto che il comportamento della dottoressa Rita Pensino, “storica” guardia medica alense, integrasse il reato di rifiuto di atti d’ufficio, denunciando l’accaduto. E ieri la dottoressa Pensino è comparsa in aula per risponderne. Tra accusa e difesa tutto si è giocato sulla urgenza di quella prestazione e sui “doveri” di una guardia medica. La conclusione del giudice è che i punti potevano in effetti aspettare. E Rita Pensino è stata assolta perché il fatto non costituisce reato. (l.m.)